A difesa di Sarri: quel dito medio e la morale faziosa delle TV nazionali

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Durante il tragitto che nella città di Torino ha portato la squadra dall’Hotel fino allo Stadium, Maurizio Sarri ha mostrato il dito medio a un gruppo di persone che hanno sciorinato insulti e lanciato sputi verso il pullman del Napoli.

Il gesto è stato immortalato da telecamere e fotografi ed è diventato subito motivo di polemica ispirando la fantasia di chi, dormiente o ‘sensibile’ con i tesserati di altre squadre, si fa trovare sempre pronto quando c’è di mezzo il Napoli.

Tra questi anche Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto ex calciatore dell’Inter e della nazionale. Facchetti nel corso della Domenica Sportiva cura la sua rubrica “Facchetti Football Club”, monologo di pochi secondi durante i quali intende regalare, senza che nessuno sportivo ne sentisse il bisogno, perle di saggezza e di cultura sulla storia del calcio. Ma del resto il cognome è di quelli importanti, cosa questa che in Italia conta non poco. Di sicuro il cognome che porta lo avrà fatto sentire all’altezza di fare la morale a una persona che per imporsi ha dovuto lavorare duro e fare tanti sacrifici.

Dopo aver paragonato il gesto di Sarri a quello degli studenti su un pullman in gita scolastica, il 42enne Facchetti ha poi continuato la perla di saggezza così:

“Ce lo ha spiegato ora, ha detto che non era rivolto ai tifosi bianconeri ma era rivolto a quelli che avevano offeso soltanto i napoletani in quanto tali. Ma ci ha lasciato un pò l’impressione di un gesto fuori posto, fuori luogo un pò così: azzardato.

Finalmente la partita è cominciata e il gioco ha preso il sopravvento. E a un certo punto noi abbiamo visto Maurizio Sarri inquadrato con un foglietto, carta e penna. Lo abbiamo visto scrivere tutto attento. Che cosa? 

Siamo convinti che stesse scrivendo un biglietto, che stesse buttando giù delle scuse per i tifosi bianconeri appunto.  E adesso col sorriso della vittoria di questa sera ci piacerebbe sentirlo. Si può fare no?”.

Chi ama il calcio probabilmente più di una ‘perla di saggezza’ sul gesto di Sarri o, forse, in difesa della tifoseria bianconera, sente più il bisogno di una condanna al razzismo e alla discriminazione territoriale che ogni domenica sporca diversi stadi italiani sia dove gioca il Napoli sia dove non vi gioca.

Sia ben chiaro il gesto di Sarri, in quanto tesserato, non merita certo un applauso. Ma Sarri è fatto così, genuino e un pò sopra le righe. Prendere o lasciare insomma e, considerando dove ha portato il Napoli, i napoletani intendono (almeno sperano) tenerselo bello stretto. Anche se indossa una tuta.

Del resto com’è dice una strofa della canzone “Bocca di Rosa” del grande Fabrizio De Andrè:

“Si sa che la gente dà buoni consigli 
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio”.

Buon Forza Napoli a tutti!