A mente fredda. Una squadra finalmente matura e consapevole delle proprie qualità, l’equivoco turn-over, l’insidia Cagliari

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Il Napoli a Lecce ha vinto 4-1. Qualcuno potrebbe dire che alla fine ha fatto solo il suo dovere e non ha compiuto nessuna impresa. 

Vero, la vittoria di Lecce non può considerarsi un’impresa alla pari di quella fatta cinque giorni prima con il Liverpool.

Da Lecce sono però arrivati segnali di un’importanza tale che non vanno assolutamente sottovalutati e riguardano la maturità e la consapevolezza raggiunte dalla squadra di Ancelotti. 

Non era facile resettare tutto dopo la vittoria sul Liverpool e concentrarsi sul modesto Lecce: il Napoli lo ha fatto.

Serviva dimostrare che anche cambiando otto titolari schierati con il Liverpool la squadra poteva, sapeva e doveva battere il Lecce dominandolo sotto tutti i punti di vista: il Napoli lo ha fatto.

A proposito di cambi. La gara di Lecce, almeno per quanto riguarda il Napoli, ha mandato in soffitta una volta per tutte il concetto di turn-over sostituendolo con quello di ‘rosa allargata’.

Si possono definire turnoveristi Maksimovic o Elmas titolari otto giorni prima contro la Sampdoria oppure i vari Ghoulam, Milik, Zielienski, Ospina e Llorente? Forse il solo Malcuit (al momento) potrebbe considerarsi una scelta a sorpresa.

Ma il Lecce è già il passato. Il presente (e il futuro) si chiama Cagliari che appena tra due giorni sarà ospite al San Paolo in campionato. Così  come quella con il Brescia, avversario del Napoli domenica sempre al San Paolo, una gara da vincere senza se e senza ma se davvero si vuole PROVARE a vincere. 

Il grande Eduardo, oltre che immenso artista è stato anche un ottimo veggente con la sua commedia “Gli esami non finisco mai”. Già, perché il Napoli è chiamato a superare altri due esami di maturità e consapevolezza e confermare che è davvero diventata la grande squadra convinta di PROVARE  a vincere. 

Buon Forza Napoli a tutti!