Alle 21:00 ora italiana, con la gara inaugurale Messico-Sudafrica, inizia il campionato del mondo 2026 il terzo consecutivo senza l’Italia.
Quella del 2026 è la 23esima edizione di un Mondiale, la prima organizzata in tre nazioni diverse: USA, Canada e Messico. Già questo è un obbrobrio sportivo ed emozionale che in futuro va assolutamente rivisto. Chi lo ha vissuto, sa benissimo quanto sia emozionante coinvolgere il popolo dell’intero Paese quando un Mondiale è organizzato in una sola nazione. Aspetto emozionale che difficilmente quest’anno potranno vivere totalmente i canadesi e i messicani, che vedranno coinvolte rispettivamente solo due e tre città. Al contrario degli USA che invece vedranno coinvolte addirittura 11 città…
Un Mondiale che il presidente della FIFA Infantino ha voluto allargare a 48 nazionali. Una una scelta politica ed economica che, difficilmente, si concilierà con l’innalzamento della qualità dello spettacolo. Ma la qualità dello spettacolo, a quanto sembra, poco interessa a Infantino. L’aumento esponenziale del numero delle partite dimostra proprio che il suo interesse principale è l’aspetto economico legato soprattutto a diritti Tv e sponsor. Ovviamente, più nazioni partecipano e giocano a un Mondiale più ‘interessanti’ diventano gli incassi.
La cerimonia d’apertura allo storico stadio Azteca di Città del Messico, avrà l’arduo compito di cancellare la falsa partenza targata USA di questo Mondiale.
E’, purtroppo, cronaca quanto è accaduto in questi giorni (e sicuramente non finisce qui) negli USA:
- Visto negato al miglior arbitro africano: il somalo Omar Artan, considerato il miglior arbitro africano, deve rinunciare al mondiale perché gli è stato negato il visto per l’ingresso negli USA a causa dell’omonimia con un leader di un gruppo militare somalo.
- Iran: sede del ritiro spostata in Messico e nazionale costretta a trasferte lampo in USA per giocare le partite, con un permesso di soggiorno di 48 ore. Il visto d’ingresso rifiutato ad alcuni membri della delegazione e revoca totale della quota biglietti assegnata ai tifosi iraniani.
- Iraq: il calciatore più rappresentativo, Aymen Hussein, fermato alla frontiera a Chicago e trattenuto in isolamento per sette ore in aeroporto per un un lungo interrogatorio. Il fotografo ufficiale, Talal Salah, respinto all’aeroporto dopo essere stato trattenuto per circa 12 ore.
- Tifosi stranieri: a molti di loro, anche scozzesi, dopo la concessione è stato poi revocato il permesso d’ingresso negli USA e quindi non potranno assistere alle partite della loro nazionale perdendo anche i soldi spesi per i viaggi già organizzati.
La cerimonia d’apertura dell’Azteca però da sola potrebbe non bastare a cancellare l’atteggiamento decisamente discutibile degli USA e il silenzio (politico) di Infantino.
Sul campo dovranno dare una mano anche le stelle del Mondiale. Per tanti calciatori sarà l’ultimo della loro carriera. Alcuni di loro lasceranno un vuoto incolmabile. Ad esempio, sarà l’ultima volta a un Mondiale per Neuer (Germania), Courtois, De Bruyne, Lukaku (Belgio), Salah (Egitto), Koulibaly (Senegal), Messi (Argentina), Ronaldo (Portogallo), Kane (Inghilterra), Ochoa (Messico), Son (Corea del Sud), Neymar Alisson, Marquinos, Casemiro (Brasile), James Rodriguez (Colombia), Modric e Perisic (Croazia). Tra tutti questi campioni il solo Messi ha vinto una volta il Mondiale (nel 2022 in Qatar).
Ma da questa sera (almeno si spera) parola al campo.
Non resta che mettersi comodi e sintonizzare la TV sui canali DAZN o in chiaro su RaiUno, a partire dalle ore 19:30 per la cerimonia d’apertura e a seguire Messico-Sudafrica…
…anche se i cuori ‘napoletani’ aspettano di vedere in campo il Belgio di De Bruyne e Lukaku, la Scozia di McTominay, l’Uruguay di Olivera, e l’Olanda di Lang.
Buon Mondiale a tutti!







