Au revoir: cosa lascia Garcia in eredità al suo successore

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Dopo la sconfitta in casa con l’Empoli può considerarsi chiusa l’esperienza di Garcia sulla panchina del Napoli. Manca solo il tweet della SSC Napoli.

Garcia, francese di 59 anni, al suo arrivo a Napoli è stato accolto con entusiasmo e simpatia tanto dai tifosi quanto dalla STAMPA.

Però già durante i ritiri precampionato a Dimaro Folgarida e Castel di Sangro prendeva corpo qualche perplessità. Fase difensiva mai provata in pubblico. Tanti infortuni che hanno messo sotto accusa la preparazione atletica del suo staff. L’aspetto comunicativo sia con i calciatori che con l’ambiente esterno alla squadra. Perplessità che sono diventate poi certezze nelle partite ufficiali.

Alle perplessità diventate certezze si sono poi aggiunte le aggravanti di alcune (troppe) sostituzioni che hanno spiazzato tutti (calciatori compresi). La rottura con parte della stampa e le reazioni di alcuni big al momento dei cambi. Per non parlare delle prestazioni deludenti al di là delle vittorie o delle sconfitte.

La gestione se non fallimentare quantomeno deludente di Garcia, è certificata dai numeri:

  • -10 dal primo posto in campionato dopo appena dodici giornate;
  • appena il 50% di vittorie nelle 16 partite giocate tra campionato e Champions (8 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte – stessa percentuale nelle 12 di campionato 6 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte);
  • rendimento casalingo fallimentare (8 giocate, 2 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte);
  • gol subìti: 18 in 16 gare (in campionato 13 in dodici gare).

Ma al di là dei freddi numeri Garcia ha distrutto il ‘raccolto’ di Spalletti e non seminato nulla, anche se lascia il Napoli in linea con gli obiettivi minimi stagionali della SSC Napoli: tra le prime quattro in campionato e con la qualificazione agli ottavi di Champions a un passo [LEGGI QUI].

Chi prenderà il posto di Garcia, al di là delle proprie idee calcistiche, ha il duro compito di restituire alla squadra il divertimento di giocare al calcio e le certezze dello scorso anno smarrite con Garcia. Ridare slancio alla compattezza del gruppo decisiva per la vittoria del terzo scudetto, un’identità di gioco e forse anche migliorare quella che sembra una non ideale condizione atletica.

Se rivincere lo scudetto dopo dodici giornate è diventato soprattutto un sogno, chi prenderà il posto di Garcia deve aiutare la squadra e farsi aiutare dalla squadra a salvare una stagione che ancora può regalare tante soddisfazioni.

Al di là dello Scudetto c’è uno dei primi quattro posti da conquistare in campionato per non perdere i fondamentali ricchi introiti della Champions. C’è una qualificazione agli ottavi di Champions da mettere in cassaforte, ci sono una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana da vincere.

Merci beaucoup monsieur Garcia.

In bocca al lupo a chi sarà chiamato a onorare lo scudetto sulla maglia del Napoli!