Champions 2018-2019: nuove regole, più soldi, Napoli in seconda fascia

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La Champions League dalla stagione 2018-19 cambia pelle. 

Le novità ufficializzate dall’UEFA riguardano le tre edizioni che vanno da quella 2018-2019 a quella 2020-2021.

La prima grande novità, per fortuna dell’Italia, è che le prime quattro squadre dei campionati delle prime quattro nazioni del ranking UEFA (Spagna, Inghilterra, Germania e Italia) si qualificano direttamente ai gironi di qualificazione senza giocare i preliminari. Nell’ultima edizione l’Italia ha qualificato la Juventus e la Roma ai gironi e il Napoli ai play-off.

Ai gironi verranno ammesse direttamente 24 squadre in base ai piazzamenti nei rispettivi campionati più la vincente della Champions League e quella dell’Europa League. Saranno invece solo sei le squadre che si qualificheranno dai turni preliminari.

Un’altra novità riguarda gli orari di inizio delle gare. Le gare inizieranno alle ore 21:00 anzichè alle 20:45 e due partite al martedì e due al mercoledì inizieranno invece alle ore 18:55.

Nella fase a eliminazione diretta a partire dagli ottavi di finale, sarà possibile fare una quarta sostituzione però solo nei tempi supplementari.

Solo e soltanto per la finalissima, così come per quella di Europa League e Supercoppa Europea, le squadre potranno portare in campo 23 calciatori anzichè i 18 previsti per le partite dei gironi di qualificazione della fase a eliminazione diretta.

Infine dopo il mercato di gennaio le squadre potranno cambiare nella lista dei 25 calciatori presentata prima dell’inizio della fase a gironi, fino a un massimo di tre calciatori senza più nessun tipo di restrizione.

Ma la cosa che sicuramente farà felici i presidenti dei club è il notevole aumento degli introiti economici da 2,3 miliardi di euro a 4,7 miliardi di euro (+47,8% rispetto all’edizione in corso) dei quali 1,9 miliardi di euro (+ 500 milioni di euro rispetto all’edizione 2017-2018) saranno distribuiti tra i club partecipanti secondo tre parametri di riferimento:
  • market pool (diritti televisivi e marketing): € 300 milioni (-280 milioni rispetto all’edizione in corso)
  • quota in base ai risultati: € 600 milioni di euro (+252 milioni di euro) che variano, verso l’alto, così:
    – qualificazione ai gruppi: da 12,7 a 15 milioni di euro
    – pareggio nelle partite dei gruppi: da 500 mila e 900 mila euro
    – vittoria nei gruppi: da 1,5 a 2,7 milioni di euro
    – qualificazione agli ottavi di finale: da 6 a 9,5 milioni di euro
    – per chi si qualifica ai quarti di finale: da 6,5 a 10,5 milioni di euro
    – qualificazione alla semifinale: da 7,5 a 12 milioni di euro
    – finalista perdente: da 11 a 15 milioni di euro
    – squadra vincente: da 15,5 a 19 milioni di euro
    Con questa nuova ripartizione il Napoli, malgrado un cammino non proprio brillante, a parità di risultati avrebbe guadagnato circa 5 milioni di euro in più (20,4 contro i 15,7 milioni di euro incassati con la vecchia ripartizione)
  • ranking storico: € 528 milioni di euro da dividere tra i club partecipanti in base al loro albo d’oro europeo con un tetto massimo di e 32 milioni di euro per club.

Al di là dell’aspetto economico per il Napoli, nel caso in cui non dovesse vincere lo scudetto che gli garantirebbe l’ingresso in prima fascia, c’è anche la buona notizia di essere inserito nel peggiore dei casi in seconda fascia al momento del sorteggio dei gironi.

La squadra di Sarri dovrebbe chiudere l’attuale stagione al 17° posto nel ranking UEFA, ma grazie anche alla ormai certa mancata partecipazione di almeno due squadre che la precedono, ha la certezza di essere inserito in seconda fascia.