Cinque proposte per migliorare il VAR e dare maggiore trasparenza al calcio italiano

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Il VAR ha ridotto, secondo le ultime statistiche, circa l’80% degli errori arbitrali. 

Anzi non sarebbe sbagliato dire che il VAR ha fallito quando non è stato utilizzato, oppure quando è stato utilizzato senza rispettare il protocollo del suo utilizzo.

Il VAR è un legittimo mezzo per garantire a tutte le squadre, grandi e piccole, la regolarità di un campionato.

Coincidenza ha voluto che il VAR utilizzato bene nel girone di andata ha permesso al Napoli di essere primo in classifica.

Coincidenza ha voluto che ‘andato in confusione’ il VAR tra la prima e l’ottava giornata di ritorno è tornata in testa la Juventus. Proprio tra la prima e l’ottava giornata di ritorno, ricordiamo, si sono verificati tre episodi controversi che secondo qualcuno avrebbero falsato il campionato prima degli episodi dubbi di Inter-Juventus: Cagliari-Juventus, Fiorentina-Juventus e Lazio-Juventus.

Mentre TV radio e testate giornalistiche nazionali vivono una delle loro peggiori epoche di incoerenza nei giudizi, c’è chi studia come migliorare ancora il VAR. 

Speriamo di contribuire proponendo cinque spunti di riflessione:

  1. affiancare agli addetti al VAR un dirigente di ognuna delle due squadre in campo;
  2. ognuno dei due dirigenti può obbligare gli arbitri a rivedere le proprie decisioni per un massimo di due volte per ogni tempo di gioco;
  3. consentire ai dirigenti delle due squadre di registrare i dialoghi arbitro-addetti al VAR con la possibilità di renderli pubblici in caso di episodi controversi;
  4. aiutare gli arbitri rendendo meno complicate e difficili da valutare le regole sui falli di mano e sui fuorigioco;
  5. per gli arbitri multa e sospensione di almeno una gara quando commettono errori riconosciuti clamorosi. Con il rischio  di perdere la nomina di internazionale in caso di cinque errori clamorosi nell’arco di una stagione tra campionato e Coppa Italia.

Questi cinque punti potrebbero aiutare gli sportivi a capire cosa (e chi?) ha spinto un arbitro a prendere una determinata decisione e, al tempo stesso, togliere alle società ogni alibi per lamentarsi delle decisioni arbitrali nel post gara.

Chissà, magari questi cinque punti potrebbero anche far uscire allo scoperto quelle società che trovano conveniente essere diplomatici dopo i torti subìti contro certi avversari, oppure dei veri paladini della giustizia sportiva quando invece i torti li subiscono contro altre squadre.