Commisso: “Basta cori sull’Heysel e sul sud, io sono calabrese e Montella napoletano”

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In un’intervista che è possibile leggere in versione integrale sul “Corriere dello Sport” oggi in edicola Rocco Commisso ha parlato dei suoi primi mesi  da patron della Fiorentina.

Questi alcuni passaggi delle dichiarazioni del presidente della ‘Viola’.

“Ho scoperto il potere degli agenti, la fragilità delle trattative. Volevamo De Paul, Raphinha, De Rossi, Nainggolan. Il prezzo per i primi due non era quello che ritenevamo giusto. Io sono stato chiaro fin da subito. Non ho promesso la Champions, vogliamo fare meglio dell’anno scorso. Tra entrate e uscite siamo lì, abbiamo aumentato il monte ingaggi a 50 milioni ma è poco. Con il nostro fatturato non puoi spendere 230 milioni, devi cambiare quel meccanismo e aumentare i ricavi.

Come aumentarli? Infrastrutture. Lo stadio, il centro sportivo. . Vogliamo uno stadio e un centro sportivo dove staranno tutti, donne, academy, prima squadra, giovanili, con piscina, campi, palestra. Sono un po’ deluso. C’è voglia di fare, ma vedo un processo lungo, pieno di ostacoli. Ho scoperto che c’è una legge sul rispetto del paesaggio e allora bisogna andare piano anche lì. 

Contro la Juventus sarà dura, molto dura, ma sono convinto che vedremo una grande Fiorentina. Mi aspetto uno stadio pieno e bellissimo, pieno e civile. Non voglio più sentirli i cori né sull’Heysel né su Scirea. Si va contro i miei principi. E non voglio più neanche quelli contro il sud. Io sono calabrese, Joe Barone è siciliano, Montella è napoletano, attaccare i meridionali è attaccare noi. Ai leader della Fiesole dico: controllate i pochi che lanciano quelle urla. La Fiorentina è di tutti, mia, dei tifosi e della Fiesole. Quei cori e la violenza no.

Partita alle ore 15:00 su richiesta della Juve? Mi può andare bene, non mi lamento. Ma mi chiedo se la decisione nasca sul momento o ci sia qualcosa di pianificato, non lo so”.