Completare le competizioni di calcio: una pia illusione che si spera diventi realtà, il falso mito della final four di Coppa Italia

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La decisione dell’UEFA di rinviare gli Europei al 2021, ha riacceso la speranza di completare le varie competizioni calcistiche entro il 30 giugno. Allo stato attuale l’emergenza per il coronavirus suggerisce di non farsi illusioni.  

Senza dubbio completare le competizioni sportive in questo momento non deve certo essere una priorità per l’Europa, ma la speranza è che l’ottimismo dell’UEFA e delle varie federazioni calcistiche da pia illusione diventi invece realtà: significherebbe aver ‘sconfitto’ il coronavirus.

L’UEFA intende (forse sarebbe più opportuno dire spera) chiudere la stagione 2019-20 entro il 30 giugno motivo per il quale con i format attuali della Serie A e delle coppe europee, servono almeno 21 giornate da dedicare alle partite: 13 per il campionato (12 per le rimanenti giornate e 1 per i quattro recuperi della 25esima giornata) e 8 per le coppe europee finali comprese (mercoledì 24 giugno quella di Europa League e sabato 28 giugno quella di Champions, sempre secondo la speranza dell’UEFA).

In questo caso la Serie A non potrebbe riprendere più tardi del weekend di domenica 19 aprile, anche perché sarebbe un rischio fare una programmazione seria senza valutare l’ipotesi di finali delle coppe europee con le squadre italiane protagoniste.

Se non dovessero cambiare gli attuali format di Serie A e coppe europee, si potrebbe ipotizzare questa distribuzione delle partite, ovviamente con la parentesi per le nazionali dal 28 maggio al 9 giugno annullata:

  • Coppe europee (indichiamo come riferimento di ogni turno il mercoledì):
    aprile:
    29 andata ottavi di finale di Europa League (secondo le intenzioni dell’UEFA);
    maggio:
    6 ritorno ottavi di finale di Europa League e Champions League (secondo le intenzioni dell’UEFA);
    13: andata quarti di finale;
    20: ritorno quarti di finale;
    27: andata semifinali;
    giugno:
    3: ritorno semifinali;
    24: finale Europa League (secondo le intenzioni dell’UEFA);
    sabato 27: finale Champions League (secondo le intenzioni dell’UEFA).
  • Campionato Serie A:
    aprile (3 giornate):
    domenica 19, mercoledì 22, domenica 26;
    maggio (5 giornate)
    domeniche del 3, 10, 17, 24, 31;
    giugno (5 giornate)
    domenica 7, mercoledì 10, domenica 14, mercoledì 17, domenica 21.

Ovviamente se la Serie A non dovesse ripartire il 19 aprile o le coppe europee non dovessero riprendere per il 29 aprile salterebbe tutto e sarebbe quindi necessario studiare nuovi format per campionato, Champions League ed Europa League.

Il falso mito della final four di Coppa Italia. Si parla di una possibile final four tra le quattro semifinaliste (Napoli, Inter, Juventus, Milan) quale unica soluzione per assegnare la Coppa Italia. Ma visto che si dovrebbero giocare comunque tre partite da distribuire in due giornate diverse a distanza di almeno 48 ore l’una dall’altra, cosa ci sarebbe di diverso rispetto alla formula attuale dal punto di vista della necessità di trovare le date disponibili? Allora perché danneggiare Juventus e Napoli che hanno tutto il diritto di giocare la gara di ritorno in casa dopo aver giocato l’andata in trasferta? L’unica speranza è che nessuna italiana arrivi in fondo alle due competizioni europee per avere a disposizione le date di mercoledì 27 giugno e domenica 28 giugno per giocare le semifinali di ritorno e la finale.

Ma è difficile e poco attendibile programmare un calendario calcistico senza avere delle risposte alle tante variabili che sembrano attualmente imponderabili legate al coronavirus.

Quando finirà la pandemia? I calciatori (come tutti quelli contagiati) trovati positivi saranno ancora contagiosi oppure no? Che conseguenze agonistiche potrebbero avere gli atleti contagiati? Soprattutto quando sarà possibile tornare a varcare i confini nazionali e internazionali senza correre il rischio di alimentari vecchi o nuovi focolai di contagio?