Conte: “Mi piacerebbe allenare una squadra che ha già vinto”

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Antonio Conte è il nome più gettonato tra i tifosi per l’eventuale sostituzione di Garcia sulla panchina del Napoli.

Dopo il post pubblicato sui suoi profili social che in pratica chiudeva alla possibilità di allenare da subito il Napoli, Antonio Conte al Festival dello Sport di Trento ha rilasciato alcune dichiarazioni che invece sanno di apertura senza però specificarne la tempistica.

Sul rapporto con i calciatori.

Quando sul mercato cerco dei giocatori io voglio parlarci direttamente, per me è importante. La prima cosa che chiedono è sempre la stessa: dove verranno impiegati e quali sono le strutture. 

Con i giocatori sono un martello, ma sono fesserie quando dicono che i miei allenamenti sono super intensi. Io lavoro. La differenza è che io lavoro, e se non sei abituato al lavoro, allora si fa fatica”.

Sui moduli di gioco.

Ai tempi nostri l’allenatore incide tanto e sotto tutti i punti di vista. Chi magari al 5%, chi al 20%, chi di più.

Un grande allenatore deve conoscere e applicare diversi moduli. Ognuno chiaramente ha le sue idee, ma dopo ti devi comunque adattare alle caratteristiche dei calciatori. La nostra funzione è mettere nelle migliori condizioni il giocatore per esprimere il talento.

Bisogna essere bravi ad andare dietro una propria idea ma capire le caratteristiche dei giocatori. Le idee nuove possono esserci e noi allenatori le dobbiamo sentire e farle nostre. E quando le spieghiamo dobbiamo farle arrivare nella testa dei giocatori. È fondamentale saper trasmettere le idee”

Sul futuro.

“Adesso ho staccato anche per dare più tempo a me stesso e alla mia famiglia. Continuo a studiare, vedere cambiamenti e captare nuove situazioni. Mi godo famiglia e tempo libero. Sono uscite voci di mercato, ma ora sento il bisogno di dover dedicare tempo a me stesso e a mia figlia che sta crescendo. Una scelta di vita per poi tornare a dare battaglia. E sarà molto dura per gli altri.

In quale squadra? Ho vinto in contesti non facili, mi piacerebbe prendere un giorno una squadra che ha già vinto “.