Da Ignoffo a Raspadori: il sogno realizzato dal tifoso nato con il Napoli in Serie C

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Il destino a volte sembra lanciare segnali tutti da interpretare. Ad esempio: come si spiega che un tifoso nato nel 1965, quando il Napoli viene promosso dalla Serie B alla Serie A, diventa padre per la prima volta nel 1998 proprio quando il Napoli retrocede in Serie B dopo 33 anni?

Comincia così la storia di Alessandro, venuto al mondo nel 1998 e che fin dall’età di 2 anni si innamora di quel pallone che rotola su un prato verde e si siede sul divano a fianco del padre per vedere le partite in TV.

“Papi chi vince?” “Il Napoli figlio mio” la risposta data sempre con ‘estrema convinzione’ al piccolo anche se in campo c’erano le squadre di un campionato straniero. Troppo grande il rischio che con il Napoli in Serie B il piccolo Alessandro potesse prendere…qualche ‘virus’ da combattere con decisione in maniera preventiva.

Il 31 ottobre 2004, con il Napoli in Serie C, arriva la grande richiesta: “Papi quando mi porti allo stadio?”. Richiesta tanto attesa quanto immediatamente accolta e si parte per il Maradona (all’epoca ancora San Paolo) per vedere Napoli-Chieti. Un dramma. Il Napoli perde 1-2 (gol azzurro del Pampa Sosa).

Il virus diventa ancora più pericoloso, urge un antidoto efficace.

Così il ‘papi’ decide di riportare Alessandro allo stadio per Napoli-Sambenedettese. Ospiti in vantaggio 1-0 (gol del futuro azzurro Bogliacino). Si fa dura combattere il ‘virus’. Per fortuna arriva un antidoto di nome Ignoffo. Il difensore del Napoli dopo il gol del pareggio segnato al 71° minuto, segna anche il gol della vittoria al minuto 92.

L’apoteosi del Maradona e la felicità dei circa 47 mila tifosi in Alessandro fanno alzare alla potenza ennesima il senso di appartenenza alla sua terra, la sua napoletanità, l’amore per quella maglia azzurra come i suoi occhi colmi di gioia. Da quel giorno diventa un tifosissimo del Napoli.

Decide di camminare fianco a fianco al Napoli “sin prisa pero sin pausa”, dal Gela e dal Manfredonia al Real Madrid, Barcellona, City e Bayern Monaco fino alla meravigliosa esperienza della trasferta a Liverpool.

Partita dopo partita Alessandro festeggia con il Napoli la doppia promozione dalla Serie C alla Serie A (2006 e 2007) e il ritorno nelle coppe europee (2008). Vivono insieme le emozioni dell’esordio in Champions (2011) e il primo trofeo della nuova era del Napoli: la Coppa Italia vinta nel 2012.
Altra tappa la finale della Coppa Italia vinta nel 2014, prima di quel correre in pieno inverno per le strade di San Giorgio scalzo e indossando solo i pantaloni per festeggiare ancora nel 2014 quell’emozionante vittoria in Supercoppa ai rigori contro la Juventus.

Tante belle emozioni, tutte indimenticabili, ma mancava un tassello.

Il giovane Alessandro iniziava a sentire il desiderio di festeggiare quel qualcosa che il ‘papi’ ha avuto la fortuna di godersi per ben due volte: vedere il Napoli vincere uno Scudetto.

Il 2018 sembra l’anno buono. Invece per Alessandro arrivano le prime dure lezioni da tifoso azzurro e inizia a capire quanto sia difficile vincere per il Napoli, anche quando lo meriterebbe. Inizia a capire il triste significato di ‘potere’ delle squadre del nord.

Alessandro però non smette di sognare. Troppo innamorato del Napoli.

Lui nell’agosto del 2022, quando il 99% di tifosi e opinionisti non dava il minimo credito al Napoli rifondato, diceva al suo ‘papi’: “Papà, fidati, il Napoli quest’anno vincerà lo Scudetto. Me lo sento”.

Una frase che sembrava dettata più da quel sogno tricolore che dal buon senso e invece…

Arriva l’aprile 2023 e il gol-vittoria di Raspadori al minuto 92 di Juventus-Napoli (proprio lo stesso minuto del gol di Ignoffo) mette in cassaforte un nuovo Scudetto del Napoli 33 anni dopo l’ultimo vinto nel 1990.

Minuto 92, 33 anni…quando si dice il destino.

Poi a Udine il gol-Scudetto di Osimhen da il via ai festeggiamenti.

Questa è la storia vera del tifoso Alessandro, che ha visto realizzare quel sogno di festeggiare uno Scudetto…per giunta insieme al suo ‘papi’.

Ma la storia di Alessandro può essere la storia di tanti altri tifosi nati nel 1998 o giù di lì e che oggi vedono ripagato il loro amore per la maglia azzurra.

Un amore nato proprio nel periodo più buio della storia del Napoli…se non è questo il vero amore per la maglia allora qual è?