Dal benservito ad Ancelotti al benvenuto a Gattuso un passaggio più facile a farsi che a dirsi, ma il difficile viene adesso

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Quando una squadra non produce risultati la soluzione (?) più facile per ripartire è l’esonero dell’allenatore. Più facile cambiare un uomo solo che gran parte di un gruppo che ha mostrato importanti lacune soprattutto di personalità.

Ancelotti ha forse commesso due veri grandi errori:

  • aver sopravvalutato una rosa male assortita dopo il calciomercato, indebolita negli anni dagli addii di Higuain, Reina, Jorginho, Hamsik, e Albiol, spiazzata dal mistero Ghoulam e condizionata dagli infortuni di Milik e Allan. Ancelotti ha commesso lo stesso errore di chi ha valutato quella di quest’anno la rosa del Napoli più forte degli ultimi quindici anni;
  • i proclami scudetto fatti sottovalutando la corazzata Juventus (ricordiamo che Mandzukic va in tribuna) e sottovalutando la forza dell’Inter inibita negli anni passati dalla gestione Spalletti, esaltata quest’anno invece dal coinvolgente entusiasmo di Conte e da un calciomercato di grande qualità.

I giocatori fuori ruolo. Le 21 formazioni diverse. Il gioco poco efficace e concreto.

Tutte valutazioni superficiali fatte senza esaminare le reali posizioni in campo e l’interpretazione dei ruoli, le scelte obbligate, le statistiche dei tiri fatti verso la porta avversaria (gli azzurri sono secondi solo all’Atalanta) e quelli subìti dagli avversari (il Napoli è in linea con Atalanta e Juve e ha fatto meglio anche della Lazio).

Ancelotti ovviamente non è esente da colpe, visto che non è riuscito nella sua mission principale di far crescere il gruppo in personalità e  mentalità.

Ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. Di sicuro squadra e società pietre non ne possono scagliare…soprattutto dopo il ‘papocchio’ post Salisburgo.

Dal benservito ad Ancelotti al benvenuto a Gattuso. Paradossalmente un passaggio molto più facile a farsi che a dirsi, soprattutto dopo una qualificazione agli ottavi di Champions League impresa riuscita al Napoli solo sedici volte nelle coppe europee.

Ma il difficile arriva adesso.

Ora che Ancelotti non è più l’allenatore del Napoli non resta che resettare tutto. I calciatori devono dimostrare che gli errori marchiani anche nei passaggi più semplici e nelle conclusioni più facili erano figli della gestione precedente, c’è un quarto posto da raggiungere, una finale di Coppa Italia da conquistare, una Champions League da continuare ad onorare.

Se così non fosse a cosa sarebbe servita poi la soluzione(?) più facile scelta dalla società?

Buon Forza Napoli a tutti!