Dalla mancata espulsione di Maignan alla ciliegina di Pairetto: due ‘spallate’ alla credibilità di Rocchi

0
321



Bisogna rassegnarsi. Neanche il VAR riesce al limitare la diversa valutazione di falli simili o addirittura uguali fatte dagli arbitri. Spesso anche da uno stesso arbitro tra una partita e l’altra.

Eppure grazie al VAR gli arbitri hanno la possibilità di un ‘Ritorno al futuro’. Tornare indietro, di qualche minuto, per rimediare a un proprio errore di valutazione. Una possibilità che non hanno attaccanti e portieri per cancellare un proprio errore.

Per limitare al massimo gli errori arbitrali basterebbe un pizzico di umiltà in alcuni casi, di una maggiore personalità in altri. Invece troppo spesso gli arbitri dimostrano di non possedere né l’una né l’altra.

Anzi, gli arbitri sembrano troppo presuntosi rischiando di essere travolti dal proprio ego. Proprio come sembra essere successo a Pairetto in Lazio-Cremonese. Il fischietto torinese ha clamorosamente sbagliato fischiando un fuorigioco su rimessa da fondo campo…in pratica l’ABC del regolamento del gioco del calcio.

Per non parlare di Chiffi. Nella semifinale di Supercoppa, oltre a non aver visto un vistoso fallo di mano dell’interista Bisseck, anche al monitor ha impiegato troppo tempo per assegnare un fin troppo evidente e giusto rigore al Bologna.

Ma c’è di peggio.

Ad esempio Pezzuto, quarto assistente nella semifinale di Supercoppa Napoli-Milan, come può NON AVERE SENTITO gli insulti di Allegri a Oriali e richiamare l’arbitro per quella che sarebbe stata una giusta espulsione per l’allenatore del Milan? Ha problemi di udito oppure è stato travolto da una mancanza di personalità o, peggio, da quella sudditanza psicologica che in tanti si ostinano a negare ma che invece è viva in ogni essere umano?

Lo stesso fenomeno che si ripete in campionato quando si riescono a sentire gli insulti a un singolo calciatore ma mai quelli sulla discriminazione territoriale…vabbè, ma questa è un’altra stortura del sistema calcio italiano come la diversa applicazione dei divieti di trasferta alle tifoserie…

Anche Rocchi inizia a perdere credibilità.

Lui, sperando nell’ingenuità di chi lo ascolta, prova a mettere pezze a colori per difendere l’operato dei suoi arbitri (ma anche delle sue scelte). Peccato che non si accorga che anche le sue direttive non sono sempre rispettate.

“La decisione finale spetta all’arbitro di campo”: questo un suo mantra nelle apparizioni TV. Giusto, perché è scritto anche nel protocollo VAR.

Allora, caro Rocchi, come mai la mancata espulsione di Maignan nella semifinale di Supercoppa Italiana è stata decisa al VAR e non dall’arbitro in campo che non ha neanche rivisto l’episodio al monitor?

Chissà di che colore sarà la pezza a colori che Rocchi utilizzerà per giustificare l’ennesimo tradimento a una sua direttiva.