De Laurentiis a Repubblica: “Arbitri fuori dalla FIGC, Agnelli troppo potenti Calciopoli doveva essere più dura”

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Il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Repubblica” oggi in edicola.

Questi i passaggi più significativi delle parole del patron azzurro:

“Non credo che la partita di sabato scorso tra Inter e Juve abbia falsato il campionato, né dico che nell’ultimo weekend
siamo stati derubati. In precedenza non tutto era andato per il verso giusto, però. Il Var era stato infatti molte volte inspiegabilmente ignorato o utilizzato male, quando eravamo da soli al primo posto in classifica e avremmo potuto prendere un vantaggio superiore sui nostri avversari. 

La sudditanza nei confronti della Juve c’è sempre stata, purtroppo: gli Agnelli sono da oltre cento anni la famiglia
più potente in Italia e con Calciopoli bisognava andare giù più pesanti, invece da allora non s’è risolto nulla e i problemi rimangono gli stessi. 

Gli arbitri non devono più restare nella Figc. Andrebbero assunti come dei liberi professionisti dalla Lega e se sbagliano per tre volte di fila essere sospesi. Il loro è per definizione un ruolo super partes, invece pretendono pure il diritto
di voto per schierarsi in Federazione. Nicchi è un politico e difende la casta. Collina è un nostro nemico. Ci sono errori gravi anche in Europa…

Purtroppo c’è stato anche un calo da parte nostra, dopo la partenza anticipata in estate per gli spareggi di Champions.
Ci hanno penalizzati gli infortuni di Ghoulam e Milik e magari avremmo potuto sfruttare un po’ meglio tutte le risorse del nostro organico. Non ho condiviso la sua scelta di rinunciare alle Coppe europee, che sono decisive per la crescita
del nostro brand. Abbiamo nel mondo 40 milioni di tifosi e 119 di simpatizzanti, soltanto in Italia i nostri sostenitori sono aumentati del 27 per 100 in due stagioni, anche perché siamo diventanti l’anti-Juventus e per il bel gioco del nostro allenatore. Mi piacerebbe però da parte sua una maggiore rotazione tra i titolari e le seconde linee.

Per me Sarri resta, ma dovrà dirci lui se ha gli stimoli giusti per continuare e comunque c’è una clausola da otto milioni che lo lega al Napoli. Io ai miei diritti non rinuncerò.  Abbiamo un ventaglio di allenatori bravi tra cui scegliere eventualmente. Ci sono Giampaolo, Inzaghi, con Conte siamo amici ed è un bel colonnello, Benitez non può stare lontano
dalla moglie.

Ho opzionato un attaccante che all’estero ha segnato 20 gol e prenderemo un portiere tra Rui Patricio e Leno. Resteremo forti, in ogni caso.  Qualcuno ha una clausola per l’estero e può partire, vedremo. Koulibaly e Insigne no, sono sotto
contratto”.

L’intervista integrale è possibile leggerla su “La Repubblica” oggi in edicola.