De Laurentiis e il Bari: “Riportare il club in Serie A poi se devo lo cedo, nessuna amichevole con il Napoli”

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I passaggi più importanti della conferenza stampa che nella Sala consiliare del Comune di Bari ha presentato De Laurentiis nel ruolo di nuovo proprietario del club pugliese.

Il Sindaco di Bari Decaro:I tifosi mi hanno chiesto tre cose: competenza, la trasparenza, e il presidente ha deciso di presentarsi direttamente con la sua faccia e azienda, senza utilizzare altre persone; la terza cosa era il rispetto che in passato non c’è stato per i tifosi. Abbiamo scelto De Laurentiis per meriti sportivi, nella sua attività ha già dimostrato tanto, passando dalla Serie C alla Champions. La cordata di baresi mi ha impressionato, ma De Laurentiis è la scelta giusta”. 

De Laurentiis: “La mia famiglia viene dalla Campania e abbiamo pensato di prendere il Napoli fallito, non esisteva più. Mi venne consegnato un pezzo di carta nel 2004. Una crescita dalla Serie C e con nove anni di fila in Europa. Gli olandesi hanno scelto il Napoli come il club più cresciuto al mondo negli ultimi dieci anni. 

Quando mi hanno informato del Bari ero in ritiro a Dimaro. Il Bari ha la sua storia di 110 anni, rappresenta un territorio che ho sempre amato. Napoli ha altra storia e rappresenta un’altra terra che amo. Vogliamo una cavalcata rapida per provare a tornare in Serie A. Il Bari non sarà mai un’appendice del Napoli. Ho convinto in due giorni mio figlio Luigi a darmi una risposta sul Bari. Lui non s’è mai interessato al calcio. La famiglia De Laurentiis ci mette la faccia, non so quante cordate interessate hanno messo la faccia in prima persona.

Il progetto? Ho cominciato a parlare con Giuntoli. Addirittura Sacchi che mi dovrà fare da consigliere. Ho già trovato il nome per il vivaio, che è Filippo Galli, che viene dal Milan. Ho chiesto a Edy Reja di darmi una mano con il settore giovanile del Napoli. Gli ho chiesto di allenare il Bari, ci risentiremo oggi. In caso, però, ho già delle alternative.

Mi dovete dare il tempo di arrivare, di studiare il territorio e vedere le strutture che non conosco. Non bisogna progettare solo pensando all’oggi, ma anche in base a cosa accadrà nei prossimi 15 anni. Poi se potrò fare la Serie A io col cambio della legge bene, oppure se non potrò farla io dovrò consegnarla a chi non ha un’altra squadra e devo consegnargli un qualcosa che resti per la città di Bari. Credo molto in me stesso e non parlo mai di budget. Se c’è necessità, il budget può sempre essere implementato. Non sono mai andato fuori budget. Sono l’unico presidente al mondo a farsi cedere i diritti di immagine. Sapete che in Serie D c’è un limite agli stipendi, con i diritti d’immagine possiamo incrementare e convincere i calciatori più importanti a venire da noi. I colori saranno certamente il bianco e il rosso, colori delle crociate e della lotta.

Amichevole Napoli-Bari? Lo escluderei, sarei considerato opportunista dai baresi e traditore dai napoletani”.