Il presidente del Napoli Aurelio, ha rilasciato un’intervista che è possibile leggere in versione integrale sulla Gazzetta dello Sport oggi in edicola e della quale riportiamo un breve estratto.
“Mondiali? “È incredibile. Nonostante i prezzi molto alti, gli stadi anche da 70.000 posti sono sempre strapieni pure nei giorni feriali. La distanza dalle leghe statunitensi è rappresentata dall’obbligo di pagare una franchigia molto alta per entrare a far parte anche della Mls e di avere alcuni requisiti importanti per partecipare. Oltre al fatto che non ci sono retrocessioni. Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi.
Il calcio va inteso come industria di sport e intrattenimento o solo sport? Se è un’industria di sport e intrattenimento, come io e molti altri crediamo, dovrebbe fare un vero bilancio tra costi e ricavi, contenendo il più possibile i costi e aumentando il più possibile i ricavi. Per renderlo più spettacolare dovremmo costruire nuovi stadi. Quelli che ci sono, sono troppo vecchi, obsoleti.
Servirebbe un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma, viceversa, il freno alla crescita del calcio in Italia sarà sempre maggiore. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare. Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti sotto la direzione del supercommissario per gli stadi, eletto ma non ancora del tutto operativo, che possa vigilare sulla qualità dei progetti. Sulle riforme necessarie per migliorare il calcio, sia chiaro: non ne esiste solo una, ma ci vuole coraggio. Questo è quello che manca, perché bisognerebbe azzerare tutto e rifondare il sistema in un modo che guardi al futuro e ai mutamenti generazionali.
Dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre, dotate però di capacità economiche e finanziarie e di bacini di utenza importanti. Dovremmo considerare importanti anche i campionati europei e mondiali per club, trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori, che non dovrebbero mai rischiare la loro incolumità giocando troppe partite.
Dal 2017 a oggi ho ricevuto svariati interessamenti per il Napoli e ho rifiutato alcuni miliardi. Non sono preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro.
Il Napoli sarà, come da sempre, forte, competitivo e attraente. A tutti i napoletani dico semplicemente che la nostra squadra resterà dove merita, in alto. Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo. Il Napoli è una società forte e sana, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subìto decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine.
“I prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo”.




