Dopo Mertens a Firenze già negati al Napoli tre rigori: ma perché calciatori e società non pretendono rispetto?

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Sarà un caso ma dal 38° minuto della prima giornata di campionato tra il Napoli e gli arbitri c’è qualcosa che non va. Proprio da quando Mertens a Firenze si è procurato un rigore di ‘furbizia’ come quello fischiato a Dybala a Empoli la scorsa stagione. Quello su Dybala fu definito così dai media nazionali: di furbizia.

Gli episodi nel calcio contano, eccome contano. La Juventus ha vinto diverse partite, e scudetti, grazie anche a dei rigori che le hanno permesso di sbloccare delle partite incanalate sul pareggio.

Con quello non concesso in Torino-Napoli per il fallo commesso su Ghoulam, è già il terzo rigore netto non fischiato al Napoli. In tutti e tre i casi con l’aggravante di non aver neanche verificato e corretto al VAR il “chiaro ed evidente errore dell’arbitro”.

Già, perché è un “chiaro ed evidente errore dell’arbitro” se non viene valutato da rigore un fallo come quello subìto da Llorente in Napoli-Cagliari (sullo 0-0) o in Napoli-Brescia (sul 2-0) e quello su Ghoulam in Napoli-Torino (sullo 0-0).

I rigori con Cagliari e Torino avrebbero dato al Napoli cinque punti in più in classifica. Gli azzurri, malgrado i limiti palesati in queste ultime gare, sarebbero ora a un solo punto dalla capolista Juventus, rendendo meno amare le ultime deludenti prestazioni.

Ma perché i calciatori in campo non seguono lo ‘stile Juventus’ e non protestano con l’arbitro con la stessa intensità e decisione come fanno i calciatori bianconeri?

Perché la società non fa le sue rimostranze nelle opportune sedi e non fa notare pubblicamente ai distratti commentatori e osservatori dei media nazionali dei torti subìti?

Ci consola che sicuramente ci penseranno Nicchi e Gravina con un’altra accorata e puntuale campagna mediatica come quella fatta in occasione del rigore di Mertens a Firenze.