E’ Sarri che deve applaudire e ringraziare Napoli, il Napoli e i napoletani

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L’inutile dilemma di questi giorni che precedono Napoli-Juventus è come accogliere Maurizio Sarri al suo ritorno al San Paolo da avversario…anzi da peggiore degli avversari, visto che oggi allena proprio la squadra che i napoletani meno amano (eufemismo).

Maurizio Sarri nato a Napoli per caso ma, come raccontano le sue biografie, cresciuto tra Bergamo e la Toscana essendo un professionista ha scelto giustamente di allenare la squadra migliore d’Italia: la Juventus.

Non va considerato un traditore proprio perché è un professionista. Però non ha torto chi lo considera furbo, intelligente e scaltro per come ha saputo ottimizzare economicamente e professionalmente le sue (finte?) battaglie contro il palazzo e contro la necessità di indossare la maglia a strisce per avere i rigori a favore. Addirittura è stato nominato ‘comandante’ di una rivoluzione sconfitta dalla voglia di un contratto più ricco e dal desiderio di entrare in quel palazzo dalla porta principale dopo un anno di (finto?) esilio al Chelsea.

Applaudirlo? Perché no visto che ha comunque fatto sognare una tifoseria divertendola con il bel gioco.

Ignorarlo? Perché no visto che in questo momento i veri problemi del Napoli sono ben altri e non certamente l’accoglienza che verrà riservata all’ex ‘comandante’.

Fischiarlo? Perché no visto che comunque oggi allena la più acerrima rivale del Napoli, la squadra aiutata nello spezzare i sogni altrui, quella meno amata (eufemismo) dai napoletani.

Applaudirlo? Ignorarlo? Fischiarlo? Ma chi se ne frega, ognuno faccia ciò che ritiene più opportuno senza considerarsi nel giusto e senza che venga condannato per aver preso una delle tre posizioni.

Ma una cosa è certa: è Sarri che deve applaudire e ringraziare Napoli, il Napoli e i napoletani per quella splendida alchimia che lo ha fatto uscire dall’anonimato europeo e che ha dato vita a un triennio spettacolare ma non vincente. Non a caso al Chelsea il suo famoso bel gioco non si è mai visto ed è stato sull’orlo dell’esonero. Non a caso alla Juventus il suo famoso bel gioco non si è ancora visto e addirittura i bianconeri hanno cinque punti in meno in classifica rispetto alla Juventus di Allegri.

Il divertimento, il bel gioco, i tanti record, la battaglie (finte?) contro il palazzo e i cori razzisti non aumentano e non scrivono la storia di un club. Sono solo dei bei ‘ricordi legati alla fede calcistica’ e basta.

Prestigio e storia di un club aumentano e si scrivono con i trofei e solo chi li ha portati in bacheca va applaudito e ringraziato per sempre.

A buon intenditor poche parole…

Ma ora invece di preoccuparsi dell’accoglienza a Sarri i napoletani si preoccupino di sostenere la squadra in un momento difficile e di come aiutarla a battere la Juventus.

Buon Forza Napoli a tutti!