Fernando Llorente: mentalità vincente, tanta esperienza e l’equivoco sull’attaccante da 30 gol

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Quelle pronunciate da Llorente in conferenza stampa sono parole da vero leader, da calciatore maturo che può mettere a disposizione del Napoli la sua esperienza e, soprattutto, la sua mentalità vincente: 

Se si può vincere a Napoli? Dobbiamo crederci. Bisogna solo credere che si può fare. E’ questa la differenza. Noi dobbiamo avere fiducia e credere che si può fare senza mollare mai. Arrivare in finale di Champions non è facile ma con il Tottenham abbiamo lavorato tanto, ci abbiamo creduto e credendoci ce l’abbiamo fatta”.

Un messaggio chiaro di chi può vantarsi, unico nel Napoli, di aver vinto un mondiale e un Europeo con la Spagna, due scudetti con la Juventus e una Europa League con il Siviglia.

Il prossimo mese di febbraio Llorente, 21 giorni dopo Cristiano Ronaldo, spegne 35 candeline come ha già fatto Chiellini lo scorso 14 agosto. L’età giusta di chi non ha pretese (iniziali) ma che deve farsi trovare pronto ogni volta che Ancelotti ha bisogno di lui.

Sia ben chiaro che non è certamente lui l’attaccante da 30 gol desiderato da De Laurentiis: solo in due stagioni, una volta 23 e un’altra 29 gol, con il Bilbao ha superato la soglia dei venti gol stagionali.

Llorente deve essere ‘coccolato’ e valutato nel ruolo di alternativa al vero attaccante da 30 gol che, considerando il lungo corteggiamento, avrebbe dovuto essere Icardi e invece ora tocca a Milik diventarlo.  

La missione di Llorente oltre a non far rimpiangere gli otto gol segnati in due la scorsa stagione da Ounas e Verdi, potrebbe essere anche quella di aiutare proprio Milik a diventare un centravanti completo in grado di segnare tanti gol, di fare reparto da solo, di far salire la squadra nei momenti di difficoltà.

Resta solo un dubbio: se Llorente era davvero l’obiettivo per completare l’organico in attacco perché aspettare tre mesi per prenderlo impedendogli di fare una preparazione completa già da Dimaro?

Buon Forza Napoli a tutti!