FIGC come Ponzio Pilato: riforme dei campionati sì a patto che…le varie leghe si accordino tra loro

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Le uniche certezze emerse dal Consiglio della FIGC di ieri: semplificazione del protocollo per i cori razzisti (stop della partita già al primo richiamo e non più al terzo), Serie A a 20 squadre anche nella stagione 2019-2020, Serie B che dalla prossima stagione torna a 20 squadre e non più a 19 come quest’anno (con 5 promozioni dalla Serie C).

Poi, come spesso accade in Italia un po’ in tutti gli aspetti della vita, arriva una mezza riforma e la mancanza di coraggio di attuarla per intero nascondendosi dietro una democrazia che sa di…lavarsi le mani come Ponzio Pilato.

Gravina, Presidente FIGC, ha annunciato come epocale la riforma a metà dei campionati. Infatti dalla stagione 2020-2021 la Serie A e la Serie B potrebbero ogni 31 dicembre decidere da quante squadre debba essere formato il campionato successivo purché abbiano almeno 18 squadre (quindi la Serie A non potrà mai tornare a 16 squadre).

Ma c’è un però che è lo stesso Gravina che chiarisce:

“Ora sta alle leghe prendersi la responsabilità politica di poter determinare il proprio format. Per esempio, se la Lega di B vuole andare a 18 può chiederlo autonomamente ma si deve interfacciare con la Lega di A e di C”. 

Quindi la FIGC ha detto sì alla riforma dei campioni ma ora tocca ai ‘galli’ delle varie leghe accordarsi.

Ma come si dice: quando troppi galli cantano non fa mai giorno.