Gattuso in conferenza: “Sono preoccupato ma non abbattuto”

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L’allenatore del Napoli Rino Gattuso nella sala stampa dello stadio San Paolo ha commentato la gara di campionato giocata contro l’Inter. 

“Il San Paolo? Non ci dobbiamo pensare. Dobbiamo pensare che questa squadra non vince da ottobre e la gente non può applaudire. Oggi è stata una prestazione che ci fa pensare che dobbiamo continuare così. La squadra ha espresso un buon gioco, abbiamo preso tre gol su tre scivolate. Domani inizierò a controllare anche i tacchetti. Non voglio parlare di sfortuna. Abbiamo fatto una buona partita, lo dicono i dati, la prestazione è stata buona. Bisogna continuare così, lavorare, a centrocampo ci siamo fatti saltare in modo troppo facile. Se continuiamo così questa squadra può fare qualcosa di importante.

Dobbiamo giocare più da squadra, dobbiamo cercare di fare meno errori individuali perché oggi stiamo pagando questo. Cosa possiamo rimproverare alla squadra? Nulla. Gli errori ci stanno e la partita di oggi la squadra ha fatto cose importanti. Abbiamo commesso delle ingenuità individuali. Magari ho visto una partita diversa da voi ma giocare così con l’Inter, arrivando a fare il due contro due contro gli attaccanti più forti della Serie A. Dobbiamo stare più sul pezzo. Da tanti anni questa squadra non vive situazioni così ed io non posso sottovalutare questo aspetto. La squadra è viva, si è consegnata, fa quattro, cinque ore a Castel Volturno con grande entusiasmo, la strada è quella giusta.

La difesa si è mossa bene, abbiamo dato poca profondità. Il problema più grande è stato quando palleggiavano dal basso uscivamo in ritardo e c’era un buco in mezzo. Abbiamo tenuto l’Inter in difesa per diciassette minuti, non è facile.

Io faccio fatica anche a fare l’allenatore. Sono disposto a fare l’appello, ad incontrarli anche se non è mia competenza. Non è facile, ma non deve essere un alibi. Siamo dei professionisti. Oggi anche io ho sentito qualche vaffa, che non valgo nulla, ma è giusto così. Bisogna andare avanti. Se i tifosi hanno altre problematiche o si aspettano che questa squadra dia di più io che posso dire. Posso chiedere di starci vicino, poi se vogliono tirarci le patate e le arance, ci prenderemo le patate e le arance.

MI aspettavo di dover affrontare questa situazione sennò non venivo. Sono contento di stare qui, una grande società con grandi dirigenti e giocatori importanti. Sapevo a cosa andavo incontro. C’è un aspetto che mi fa ben sperare: la passione delle persone che lavorano con me, dai dirigenti ai giocatori che stanno dando tutto. Bisogna continuare. Sono preoccupato ma non sono abbattuto.

Abbiamo qualche infortunio ma non sono più di altre società a questi livelli. Koulibaly lo stiamo recuperando, Ghoulam non ha niente di grave. Mertens e Maksimovic torneranno tra una settimana. Mercato? Non sta a me parlarne, abbiamo un direttore molto bravo e ne risponderà lui.

La squadra deve cominciare a giocare il calcio che sa fare, a mettere tutta la qualità a disposizione cercando di tirare fuori le qualità dei giocatori. Poi bisogna leggere meglio quello che vogliamo fare senza palla, tenere bene il campo, stare compatti, decidere se pressare o aspettare, decidere chi esce e non scoprire zone di campo. Stiamo lavorando, sapete che ci vuole tempo, non è facile, non ho la bacchetta magica. Poi, se vogliamo mettiamo il blocco e giochiamo in contropiede. Questa squadra non può fare questo, è una squadra a cui piace giocare, comandare il gioco. Però dobbiamo tenere bene il campo, il problema è questo ora.

Cambi? Abbiamo giocato bene. Potevamo cambiare ma non cambiava nulla. Nel finale ho provato a cambiare tipologia di gioco per tenere palla in area ma i giocatori hanno fatto quello che avevo chiesto e non avevo cambi da fare in mente”.