Il Napoli è una società con un’ampia disponibilità economica, ma non basta per operare liberamente sul mercato per una serie di parametri da rispettare sia in ambito economico che di normative sulle liste per la Serie A e, soprattutto, per la Champions.
Lungi da noi fare i ragionieri e parlare di argomenti che sono di pertinenza degli specialisti di economia e finanza.
Però tutti sanno che il Napoli è un club che non ha nessuno che ricorra alle ricapitalizzazioni come accade negli altri top club italiani. E’ invece una società che è stata brava a crescere e vincere autofinanziandosi con il merchandising, gli sponsor, gli incassi dal botteghino e dai diritti TV, dagli introiti delle coppe europee (e quando non gioca la Champions è un bel guaio), dalle cessioni dei calciatori e dalle relative plusvalenze.
Però è anche evidente a tutti che le spese folli pretese da Conte, seppur ben ripagate con uno Scudetto e una Supercoppa Italiana, hanno complicato il futuro immediato del Napoli con troppi acquisti sbagliati e la conseguente operatività sul calciomercato.
Conte ha avuto la fortuna di ritrovarsi nel club nel momento in cui il lavoro di Spalletti, ha permesso al Napoli di godere delle cifre importanti incassate per i cartellini e dalle alte plusvalenze realizzate con le cessioni di Osimhen prima e Kvaratskhelia dopo.
Il post-Conte non ha offerto al Napoli di poter rientrare dei lauti investimenti, sia per troppi acquisti sbagliati che per l’età avanzata dei migliori calciatori in rosa.
Per fare un minimo di cassa tra soldi per il cartellino e una relativa plusvalenza, il Napoli poteva sacrificare solo quattro calciatori appetibili sul mercato: Meret (la sua cessione avrebbe aperto una nuova falla nella rosa da ‘riparare’ nell’immediato), Vergara (è considerato il futuro del Napoli), McTominay (una sua cessione oggi è addirittura impensabile) e Gutierrez.
Ha scelto Gutierrez anche perché come terzino sinistro Allegri potrebbe impiegare Spinazzola, Olivera e in caso di emergenza adattare Mazzocchi ed eventualmente Favasuli se dovesse essere confermato l’imminente arrivo.
L’importante è che la cessione di Gutierrez porti ad una rapida accelerata per coprire la falla aperta nel centro della difesa dall’infortunio di Buongiorno. Falla che è rischioso pensare di riparare con le scommesse Rafa Marin e Marianucci (anche se Marianucci, al contrario dello spagnolo, può rimanere tranquillamente in lista in quanto Under almeno per le competizioni italiane ma non per la Champions).
Quello del centrale di difesa è un ruolo delicato sottoposto all’assimilazione di movimenti, sincronizzati e determinanti, con gli altri compagni di reparto.
Tocca ora a Manna mettere a disposizione di Allegri il più presto possibile il nuovo centrale di difesa.






