La conferenza stampa per la presentazione della nuova maglia del Napoli, ha messo in evidenza una possibile rottura tra la SSC Napoli e le istituzioni locali sull’investimento da fare per un (eventuale) nuovo stadio.
Un momento di spensieratezza e serenità, si è presto trasformato in un aspro botta e risposta tra il Calcio Napoli e le istituzioni locali.
Il presidente del Napoli De Laurentiis rivolgendosi alle istituzioni locali dopo aver esaltato la maestosità e l’organizzazione degli stadi americani:
“Fare un petting va sempre bene, ma una contrapposizione muscolosa no. Noi dobbiamo renderci conto, incontrandoci, come massimizzare gli sforzi economici vostri e i miei. Trovare delle soluzioni che possano compendiare un aumento di stabilità e di forza del Calcio Napoli. Io ho invertito la copy line nel calcio del nord number one e del sud poverello (parlando degli investimenti da oltre un miliardo di euro che Inter, Milan e Roma hanno programmato n.d.r.).
Però bisogna darsi da fare. Tra 4-5 anni noi ci troveremo a non avere introiti sufficienti per rendere competitiva la squadra come ho fatto io tra mille sforzi. Vi dovete mettere in testa, una volta per tutte ed è bene che lo capiate, che il Napoli non fattura quanto l’Inter, il Milan e Juventus. Deve quindi faticà e su questo siamo tutti d’accordo. Però ci vogliono anche le strutture. Io ci posso mettere la mia creatività e la mia capacità finanziaria, però poi bisogna avere le strutture”.
La risposta del Sindaco di Napoli Manfredi (che il patron azzurro non ha mancato di ricordare di non essere tifoso del Napoli):
“Per me è stato un privilegio e una grande soddisfazione aver visto il Napoli vincere due Scudetti durante il mio mandato. Noi desideriamo che ci sia un grande stadio. Magari non come quelli che ci sono negli Stati Uniti e che io conosco, ma uno come quelli che sta nelle grandi capitali europee.
De Laurentiis ha ricordato che per fare uno stadio del genere serve investire ben più di 1 miliardo che non può essere investito dal pubblico. Deve essere investito necessariamente da fonti private perché oggi il calcio è un’attività commerciale come immaginata e definita dalle norme europee. Se il club vorrà fare questo investimento avrà il nostro sostegno e, immagino, anche della Regione. Quindi se si può fare noi saremmo solo felici che si faccia, come si sta facendo a Milano e Roma dove questi due grandi fondi stanno investendo per lo stadio.
Quindi se si creano le condizioni, se il calcio Napoli presenta un progetto e vuole mettere in campo queste risorse troverà da noi sostegno amministrativo per facilitare i percorsi e renderli più veloci possibile. Se uno stadio di proprietà è un grande asset economico, per la città è una grande soddisfazione. Noi (inteso come Comune di Napoli n.d.r.) abbiamo uno stadio di proprietà e, fin quando non abbiamo una proposta alternativa, ci impegnano a renderlo migliore”.
Così il Governatore della Regione Campania Fico (che De Laurentiis ha tenuto a precisare essere un grande tifoso del Napoli):
“Come ci siamo detti quando ci siamo incontrati, ci sono dei problemi strutturali sulla questione dello stadio rispetto all’investimento economico pubblico. Faccio un esempio.
Il fondo economico per lo sviluppo regionale, il fondo più importante e ricco che abbiamo, solo per aver avuto l’idea di voler ristrutturare l’Arechi di Salerno ha detto che è una priorità negativa e quindi non si poteva fare con quei fondi. C’è quindi il divieto totale di utilizzare quel fondo per qual si voglia nuovo stadio in tutta Italia come già successo a Firenze. Se invece ci vogliamo spostare sul fondo più piccolo di ‘Sviluppo e Coesione’ avere delle cifre grossissime che poi levi a tutto il resto nella programmazione degli otto anni diventa davvero complesso.
Quindi quello dello stadio è un investimento che si deve obbligatoriamente fare privatamente. In alternativa con il sostegno di un disegno nazionale che voglia fare gli stadi in compartecipazione che però possono riguardare solo la ristrutturazione. Però poi restano di proprietà dei comuni. Si può prevedere un’investimento per il Maradona ma sempre con risorse limitate“.
De Laurentiis ha poi ripreso la parola per chiudere, o meglio rinviare, il confronto in altra sede:
“Non è questa la sede per discuterne. Approfitto per invitarvi a una riunione che faccia una disamina della convenienza di investire nel Maradona, creando anche dei problemi di utilizzazione del Calcio Napoli negli anni della eventuale ristrutturazione. Con il terzo anello non è che si accontenteranno i tifosi quando leverai parzialmente pezzi di stadio uno alla volta. Vi prego di fare un approfondimento sulla eventualità di ristrutturare il Maradona o la necessità di costruire un nuovo stadio. Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a farsì che il Calcio Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del nord, dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come fatto in questi ultimi ventidue anni della mia gestione”.
Riepilogando.
Regione e Comune possono utilizzare solo una piccola quota di soldi pubblici per un nuovo adeguamento dello stadio Maradona.
Costruire un nuovo stadio si può fare solo con soldi di privati.
De Laurentiis intende fare uno stadio nuovo mettendo a disposizione la sua creatività e una non meglio quantificata capacità finanziaria per arrivare a quel miliardo/miliardo e mezzo di euro necessari per costruire una nuova struttura.
Morale della favola?
Salvo improvvisi ‘miracoli’ che alla luce di quanto emerso dal dibattito potrà fare solo un terzo privato, Napoli difficilmente nel breve e medio termine avrà un nuovo stadio…o forse mai…VEDREMO!





