Il calcio italiano pensa alle seconde squadre ma non riesce a salvare neanche le prime: Bari e Cesena fallite, Avellino nei guai

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Bari e Cesena ripartiranno dal campionato dilettanti, sorridono la Juventus B e il Milan B. Fallite anche la Reggiana e l’Andria.

Non è arrivata la ricapitalizzazione chiesta dalla Covisoc e il Bari dopo 110 anni di storia non farà più parte del calcio professionistico.

Stesso destino anche per il Cesena che dopo 78 anni di storia conosce l’onta del fallimento e la conseguente ‘rinascita’ dal campionato dilettanti.

In difficoltà anche l’Avellino che ha presentato ricorso contro la decisione della Covisoc che non ha ritenuto valida la fidejussione presentata dal club irpino che al tempo stesso sta presentando altre garanzie di solidità economica.

Se Bari, Cesena, Andria e Reggiana piangono c’è chi sorride. Sono infatti in attesa di un eventuale ripescaggio per la Serie B Siena e Ternana, mentre in Serie C potrebbero essere ripescate nell’ordine Prato, Juventus B, Cavese, Milan B.

Il controsenso del calcio italiano: mentre c’è chi ha la forza di investire oltre 350 milioni per un solo calciatore, ci sono club che falliscono per poche centinaia di migliaia di euro.