Il momento difficile del Napoli parte terza: la vera paura è non parlare dei rigori negati

0
428




Non vuole essere assolutamente un alibi alle prestazioni non proprio esaltanti della squadra di Ancelotti, ma è innegabile che i rigori netti e non fischiati in favore del Napoli hanno reso più povera la classifica degli azzurri. 

Una vittoria vale 3 punti anche se dovesse arrivare con un gol di scarto. Infatti la Juventus ben 9 delle sue 10 vittorie in questo campionato le ha ottenute con un solo gol di scarto. Addirittura due vittorie (4 punti in più) sono arrivate su calcio di rigore nei minuti finali.

SE ad alcune squadre i rigori li assegnano con una certa facilità, al Napoli invece i rigori negati iniziano ad essere davvero tanti:

  1. con il Cagliari sullo 0-0 gara persa 0-1;
  2. con il Brescia sul 2-0 partita vinta 2-1;
  3. poi con il Torino gara terminata 0-0;
  4. ancora con l’Atalanta sul 2-1 prima del 2-2 definitivo segnato da Ilicic;
  5. infine con il Genoa gara terminata 0-0.

Proviamo a fare ‘i conti della serva’ però con valutazioni pessimistiche a sfavore del Napoli.

Ipotizziamo che il Napoli non avesse segnato i possibili rigori con Cagliari e Atalanta: non ci sarebbero le ripartenze con gol degli avversari e il Napoli avrebbe ora 1 punto in più con il Cagliari e 2 punti in più con l’Atalanta.

Ipotizziamo che dei possibili rigori con Torino e Genoa il Napoli ne riuscisse a segnarne uno solo sbagliando l’altro: tradotto in punti altri 2 in più.

Riepilogando: ipotizzando che, escluso quello non determinante ai fini del risultato negato con il Brescia, DEI QUATTRO RIGORI DECISIVI NEGATI IL NAPOLI NE AVESSE SEGNATI SOLO DUE agli azzurri mancherebbero almeno 5 punti (ma probabilmente anche di più) che proietterebbero il Napoli al terzo posto con 24 punti e a -8 dalla Juventus capolista.

Di sicuro i 5 punti in più non avrebbero rilanciato il Napoli nella lotta scudetto. Però di sicuro avrebbero aiutato a rendere meno complicato quello che forse può definirsi il momento più difficile del Napoli di De Laurentiis.

Ovviamente una tiratina d’orecchie andrebbe fatta anche alla società: perché ha accettato in silenzio questi torti che potrebbero compromettere la qualificazione alla prossima Champions League e perdere quindi gli introiti economici che la competizione garantirebbe e che sono fondamentali per mantenere la competitività della squadra?