Il San Paolo un mito che dura da 60 anni: la ‘casa’ di tanti campioni ma soprattutto il regno di Re Diego

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Per Napoli, il Napoli e i napoletani il 6 dicembre non è un giorno qualunque. Si festeggia il compleanno dello stadio San Paolo una tradizione, un culto, una ‘casa’ che si tramanda di padre in figlio da sessant’anni.  

Era il 6 dicembre 1959 quando il Napoli dalla bacheca vuota e 13° in classifica ospita la Juventus nella gara inaugurale. Vinicio e Vitali per il doppio vantaggio del Napoli prima del gol bianconero di Cervato su rigore per il 2-1 finale.

Forma ovale, terreno di gioco delle dimensioni di 110×68 metri, spalti scoperti con la capienza iniziale di 87.500 spettatori in piedi, anche se nella gara Napoli-Juventus 2-6 del 15 dicembre 1974 gli spettatori presenti erano 90.736.

Il San Paolo si è rifatto il look vivendo anche momenti di totale decadimento. Ma oggi è uno stadio decisamente ospitale anche se non ancora del tutto all’altezza di tante strutture europee. La capienza è scesa però a poco più di 54.000 spettatori sebbene quasi totalmente coperti e tutti a sedere.

Non si vedono più le coreografie che hanno fatto il giro del mondo e “‘O surdato ‘nnammorato” che ha festeggiato, la vittoria dei due scudetti e della Coppa UEFA, è stato sostituito da “Un giorno all’improvviso” e da “Un sogno nel cuore”.

Il San Paolo è stata la casa di tanti campioni, citarli tutti è praticamente impossibile, ma è stato soprattutto il regno del calciatore più forte di tutti i tempi: Re Diego Armando Maradona.

Oggi per tanti motivi non c’è più la stessa passione che ha spinto 91.000 napoletani il 20 ottobre 1979 a riempire il San Paolo solo per fischiare Paolo Rossi reo di aver preferito il Perugia all’azzurro. Oppure i 100.000 (dato non ufficiale) che hanno vissuto l’esordio dello stadio di Fuorigrotta in Coppa dei Campioni nel 1987 contro il Real Madrid e l’eliminazione della Juventus al 119’ minuto nei quarti di finale di Coppa UEFA.

Tanti auguri San Paolo, anche se oggi l’azzurro che lo riempie è quello dei sediolini e non dei tifosi.