In bocca al lupo a Giorgio Chiellini, graziato dagli arbitri ‘espulso’ dal destino

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Chi ama lo sport non può gioire per le disgrazie extra-sportive dei propri avversari. Già, perché nello sport si parla di avversari non di nemici. Si parla di antipatie pur sempre sportive e non di odio. 

Provare odio o gioire per un male fisico dell’avversario, che sia una polmonite o un infortunio che sia un allenatore o un calciatore piuttosto che un tifoso o una città, è il sintomo della frustrazione civile e culturale di chi non ama la vita e quindi il calcio ma anche se stesso, la sua città, la sua famiglia.

Certo una discussione sugli eventi sportivi può essere anche accanita, con qualche ‘vaffa’ goliardico. Ma poi finisce lì magari condividendo anche un bel caffè con l’antagonista.

A chi ama il calcio mancherà la grinta del capitano della Juventus, ma di certo non gli mancheranno le tirate dei capelli a Cavani, le gomitate in mischia agli avversari, le sue ‘scalciate’ all’avversario di spalle, i suoi voli acrobatici travolto dal ‘soffio’ dell’avversario per rimediare con ‘furbizia’ qualche punizione, il camminare sul corpo dell’avversario per terra.

Chi ama lo sport avrebbe preferito vedere Chiellini lontano dai campi di gioco espulso dagli arbitri per queste cose, non per l’accanimento del destino che ora lo costringe a diversi mesi di inattività.

Per questo chi ama lo sport non può che augurare a Giorgio Chiellini di riprendersi presto dal grave infortunio di cui è stato vittima proprio alla vigilia di Juve-Napoli, quella che ormai da diversi anni è la vera sfida scudetto.

In bocca al lupo Giorgio. Ricordati che il 12 giugno 2020 all’Olimpico di Roma hai un appuntamento da rispettare.