Islanda e Norvegia mettono a nudo il marcio del calcio italiano, una sconfitta politica per Spadafora e Speranza

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Venerdì 9 ottobre 2020: le autorità islandesi non consentono lo svolgimento di Islanda-Italia Under21 per la positività di alcuni azzurrini al coronavirus. L’UEFA rinvia la gara, recuperata poi il 12 novembre. 

Domenica 15 novembre 2020: il MINISTRO ALLA SALUTE della Norvegia blocca la partenza della nazionale con un calciatore positivo al covid alla volta di Bucarest, costringendo l’UEFA a rinviare la gara di Nations League con la Romania.

Nessuna sconfitta a tavolino. Nessun punto di penalizzazione. Nessun presidente che da finto sportivo prima si vanta di voler vincere sul campo poi IMPONE al Giudice Sportivo di assegnarli una vittoria illegittima.

Soprattutto nessuna ridicola e inconsistente sentenza del Mastrandrejunsen e del Sandulliusson di turno per agevolare il padrone locale del calcio.

In pratica dopo gli interventi della autorità islandesi prima e norvegesi poi, la tutela della salute pubblica batte il calcio 2-0 un risultato che mette l’Italia politica e sportiva fuori dal mondo e la ridicolizza agli occhi stranieri.

Ma un risultato del genere è normale in una nazione dove il ministro alla salute ha la dignità e l’autorità per non farsi scavalcare dai presidenti di una federazione, di una lega e di un club padrone del calcio locale.

In pratica da Islanda e Norvegia è arrivata una mortificante sconfitta politica per i ministri allo sport Spadafora e alla salute Speranza, colpevoli di non aver difeso il legittimo intervento delle ASL in occasione di Juventus-Napoli sacrificando la tutela della salute pubblica sull’altare del calcio ad ogni costo. Una mancanza di autorità e una debolezza che potrebbero pagare a caro prezzo nelle prossime elezioni.

Ma le autorità islandesi e norvegesi hanno anche ridimensionato l’autorità dell’UEFA e messo a nudo il marcio del calcio italiano schiavo, anche e soprattutto a livello mediatico, di un padrone che prende parte al campionato.