Juve: le curve dello Stadium in guerra tra loro, Agnelli contestato e Allegri prova ad allontanare il fallimento

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La contestazione ad Agnelli




Nervi tesi in casa Juve, malgrado l’ottavo scudetto consecutivo ipotecato. 

A livello nazionale si parla dei cori contro De Laurentiis, della rissa sfiorata tra Cantona e il padre di Neymar, della vicenda Icardi. Magari con altre squadre le ‘bizzarre’ vicende che si stanno vivendo nel regno degli Agnelli, avrebbero avuto una diversa cassa di risonanza. Per fortuna esistono i social e la rete e quindi è stato possibile scoprire tre ‘segreti’ (di Pulcinella) a tinte bianche e nere.

Agnelli contestato. Il presidente della Juventus è al centro della contestazione di una parte della tifoseria juventina per il caro prezzi dei biglietti. Molte le scritte apparse in città e riportate dal sito web di Mediaset Sport.

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Curve dello Stadium l’una contro l’altra. La curva “Gaetano Scirea” contro l’Udinese (e minaccia di farlo anche nella gara decisiva contro l’Atletico Madrid) ha scioperato per quasi quaranta minuti. Quando hanno ripreso a cantare sono stati insultati dai tifosi occupanti la curva opposta dando il via a un battibecco a distanza tre le due curve.

Allegri prova ad allontanare il fallimento. Durante la conferenza stampa dopo la gara con l’Udinese l’allenatore della Juventus, con un impostazione di voce che ha ricordato il periodo del regime sovietico, ha provato a imporre agli ‘impauriti’ giornalisti presenti un concetto ben chiaro: l’eliminazione dalla Champions non renderebbe fallimentare la stagione della Juventus. Gli altri club, quelli che lottano ad ‘armi pari’ tra loro, ovviamente vorrebbero fallire una stagione vincendo lo scudetto. Ma per la Juventus il discorso è diverso. Non si investono centinaia di milioni e si compra Ronaldo per vincere ancora una volta il campionato conquistato anche con i Matri e i Vucinic, i Zaza e i Quagliarella. Se ne faccia una ragione Allegri: senza la Champions la stagione della Juventus è fallimentare e renderebbe vana la ‘beneficenza’ dei club improvvisamente benestanti, che le hanno pagato a peso d’oro calciatori che non valevano neanche la metà.