Koulibaly: “La sconfitta di Torino non lascia tracce, per sconfiggere il razzismo negli stadi servono innanzitutto le leggi dello Stato”

0
68




Il difensore franco-senegalese Kalidou Koulibaly in un’intervista che è possibile leggere in versione integrale sul “Corriere dello Sport” oggi in edicola, ha parlato di tanti aspetti della sua esperienza nel calcio italiano con la maglia del Napoli. 

Questi alcuni passaggi delle dichiarazioni di Koulibaly.

Sul razzismo.

“Napoli non ti tollera ti ama. Ne ho avuto testimonianza anche nella quotidianità. Io sono cresciuto leggendo Martin Luther King e Malcolm
X, prendendoli come modelli, istruttori ed educatori, simboli di una sfida che va vissuta insieme e, nel nostro caso, soprattutto attraverso le leggi. Il razzismo negli stadi va sconfitto ma per riuscirci, ancor prima che leggi dello Sport, serviranno quelle dello Stato, deterrenti che aiutino a frenare queste insane abitudini: si faccia come in Inghilterra, si proceda con le espulsioni, anche a vita se necessario, altrimenti rischieremo di essere prigionieri di minoranze che potrebbero moltiplicarsi. La discriminazione non riguarda solo il colore della pelle. A me fanno il verso della scimmia, a Mihajlovic l’offesa riguarda le sue origini. Ed è grave, insopportabile. Ho provato, a volte, con Insigne, a tranquillizzarlo: dai, passa. E invece ho sbagliato: passerà se ci opporremo, se ci saranno interventi seri. Offendere Lorenzo, che è un patrimonio del calcio e non solo un nostro giocatore, che è uno dei talenti della Nazionale, significa voler offendere l’Italia stessa, avercela con il tuo vicino, con chi ti appartiene. Mio figlio Seni è piccolissimo ma è stato al nido italiano, perché conoscesse il Paese che ci ospita, e ora va a quello bilingue, così vivrà due mondi e li conoscerà e li apprezzerà senza fare distinzioni. Io non posso sentirmi straniero, qua, e il discorso vale per chiunque altro, per chiunque sia vittima di queste idiozie, che però rappresentano una preoccupazione seria”.

Sul ritorno a Genk per la gara di Champions.

“Anche quella è casa mia. Ricordo ogni passaggio di quella esperienza, ho amici ovunque, sono stato sommerso dalle telefonate. Ho già detto alla società che mi serviranno cento magliette da comprare”.

Sull’autogol di Torino con la Juventus e il gol vittoria di due stagioni fa. 

“Per l’autogol mi sono ripreso molto in fretta. Invece quando ho segnato ho sentito vibrare Napoli in ogni angolo del mondo”. 

Su Rafa Benitez che lo ha portato a Napoli.

“Il primo incontrò mi lasciò senza parole. Mise undici bicchieri sul e disse: noi giochiamo così, ci muoviamo così. Che matto. Una persona straordinaria che ha creduto in me e ha fatto di tutto per volermi qua. Gliene sarò grato per sempre. Benitez lo devi frequentare per accorgerti che può essere diverso da come lo immagini”. 

Su De Laurentiis e il rifiuto dei 100 milioni di euro per la sua cessione.

“Ha fatto male…Ora sarebbe più ricco….Ma ha deciso così perché mi vuole bene”.

Poi una battuta scherzosa su Ancelotti.

“Lei dice che mi vuole bene? Mah…non leghiamo tanto” (precisiamo ancora una volta che è stata una battuta simpatica).

Su Maradona.

“Sapere che il più grande di tutti abbia la 26 è un orgoglio”.

Sullo scudetto.

“Il Napoli. E lo scriva. Noi ci crediamo, la sconfitta di Torino non lascia tracce. E poi il campionato è appena cominciato”.

Sulla Champions.

Un brivido. La pelle d’oca. Di Manè (attaccante del Liverpool n.d.r) stato il capitano. Anche se lui non lo ammetterà mai. Napoli-Liverpool di nuovo sa di spettacolo. Ecco: io a chi ci fischia, a chi ci offende, voglio solo dire che noi siamo qua per dare qualcosa di nostro, per divertire
e per divertirci, per condividere certe emozioni. Che senso ha, ditemi, che senso ha fare il verso della scimmia?”.