La ‘filosofia Maran’ uno stimolo in più per le big europee per organizzare la Superlega

0
285




Da veri sportivi è giusto fare i complimenti a chi vince senza aiutini ma solo con le poche armi di cui dispone. Quindi bravo Cagliari al di là dei demeriti del Napoli. 

Ma da amanti del calcio è difficile applaudire una squadra che rinuncia a giocare, che fa dell’ostruzionismo e dei ripetuti falli la propria idea di gioco. Soprattutto se viene ‘autorizzato’ e ‘incoraggiato’ da arbitraggi che non applicano il regolamento inerente i provvedimenti disciplinari per le scorrettezze e le perdite di tempo.

Squadre che si preoccupano solo di non far giocare gli avversari e di essere propositive poco o nulla, abbassano la qualità dello spettacolo rendendolo anche stizzante per chi lo guarda favorendo la fuga di spettatori e sponsor.

I top club europei lo hanno capito e sembrano anche stufi di affrontare partite poco impegnative dagli esiti scontati nel 98% dei casi e senza che ci sia un minimo di spettacolo decente offerto ai propri tifosi.

Partite giocate a viso aperto da entrambe le squadre come Napoli-Liverpool ad esempio, aumentano lo spettacolo. Se aumenta lo spettacolo aumenta la platea di spettatori. Se aumenta la platea di spettatori aumentano anche gli sponsor e gli introiti dei diritti TV.

In Italia poi quella che possiamo definire ‘filosofia-Maran’ è un concetto di calcio che troppo spesso è andato in scena al San Paolo (e non solo). Partite che al di là del risultato anche positivo per i colori azzurri non hanno mai lasciato una sensazione di divertimento nei tifosi.

Ogni inizio stagione tutti si auspicano un cambio di mentalità nel calcio italiano non a caso fallimentare da nove anni in Champions, malgrado i congrui investimenti della Juventus, e addirittura da vent’anni in Europa League. Per non parlare dell’Europeo che manca dal 1968.

Ma finché la ‘filosofia Maran’ non viene ‘debellata’ lo spettacolo stizzante farà ancora capolino sul prato del San Paolo (e non solo).