L’analisi tattica con immagini di Benevento-Napoli 1-2: focus sul gol subìto, le difficoltà contro le difese chiuse

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Nella quinta giornata del campionato di Serie A il Napoli espunga il Vigorito di Benevento e si aggiudica il derby campano per 2-1.

Il Benevento. Inzaghi ha seguito l’esempio dell’AZ Alkmaar in Europa League. Rispetto alle gare giocate contro le altre big (Inter e Roma), ha abbassato il baricentro. Inoltre ha schierato una finta difesa a tre posizionata invece con quattro uomini quasi in linea protetti dal mediano vecchio stile (Schiattarella). In questo modo non ha concesso al Napoli la profondità che è stata letale per l’Atalanta al San Paolo.

In fase di non possesso il 4-1-4-1 ha permesso al centrocampo di essere compatto e limitare l’iniziativa dei centrocampisti avversari con una marcatura quasi a uomo di Ionita e Dabo su Fabiàn e Bakayoko. Schierati con il 4-1-2-2-1 in fase di possesso i sanniti hanno scelto di lasciare l’iniziativa all’avversario per puntare tutto sulle ripartenze. La scelta tattica nel primo ha funzionato raccogliendo i frutti con il gol di Insigne. Nella ripresa Il Napoli ha cambiato passo e modulo e Inzaghi non è riuscito a trovare la soluzione per limare la differente qualità dei giocatori in campo. Nel finale per recuperare il risultato, il Benevento si è distinto più per la foga agonistica che per l’organizzazione tattica.

Il Napoli. Rispetto alla gara con l’Atalanta, quando ha attaccato con il 4-2-3-1 e difeso con il 4-4-2, Gattuso ha scelto di attaccare e difendere con lo stesso modulo: 4-2-3-1 nel primo tempo, 4-2-4 nella ripresa. Nel primo tempo il Napoli ha mostrato gli stessi limiti evidenziati nella gara con l’AZ Alkmaar in Europa League: la manovra lenta e prevedibile contro una difesa che non ha concesso agli azzurri la profondità.

Nella ripresa, anche per un approccio mentale alla gara, le cose sono andate meglio. Gattuso ha optato per i cambi di Mertens con Petagna e Lozano con Politano passando al 4-2-4. La maggiore velocità e la capacità di saltare l’uomo di Politano, i movimenti più da vera punta di Petagna che ha alleggerito anche la marcatura su Osimhen, hanno permesso al Napoli di aprire dei varchi nella difesa sannita e di ribaltare il risultato.

Il focus. Sul gol subìto dal Benevento, il Napoli ha fatto un po’…il riassunto di quelli subìti con Atalanta e AZ Alkmaar. Ha mostrato il fianco alla ripartenza dell’avversario (come con l’Atalanta) lasciando aperta una vasta prateria alle spalle della linea difensiva alta e, inoltre, è stato lasciato da solo un avversario di calciare a rete da distanza ravvicinata. In pratica è mancata la cattiveria agonistica per fermare la ripartenza e per infastidire l’autore del gol e anche quel pizzico di attenzione nelle marcature preventive.