L’analisi tattica di Rijeka-Napoli 1-2: manovra del Napoli lenta e senza profondità, la furbizia dei croati

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Il Napoli soffre ma vince 2-1 in casa del Rijeka-. Dopo la figuraccia del primo tempo gli azzurri nella ripresa ritrovano un minimo di equilibrio e dominano l’avversario. 

Oltre il 74% di possesso palla del Napoli è risultato quasi sterile considerando che oltre i due gol segnati, per giunta uno rocambolesco e un autogol, gli azzurri sono stati pericolosi solo in altre altre tre occasioni con Elmas, Zielinski e Mertens che ha colpito la traversa su punizione.

Il Rijeka. Schierato con il 5-4-1 ha impostato la partita sulla difensiva mantenendo basso il baricentro della squadra seguendo l’esempio di AZ, Benevento e Sassuolo. In questo modo non solo non ha dato profondità agli attacchi del Napoli, ma ha saputo lanciarsi bene negli spazi in contropiede creando diversi grattacapi a Meret. Il gol del momentaneo vantaggio è nato proprio da una veloce ripartenza. L’uscita anzitempo dell’autore del gol Muric ha spinto il tecnico Rozman ad arretrare di qualche metro l’azione dell’esterno d’attacco a destra. La scelta di sviluppare la manovra sulla fascia sinistra per poi aprire varchi al centro per arrivare alla conclusione in porta, nel primo tempo è risultata vincente. Il Rijeka però ha pagato alla distanza l’enorme intensità messa in campo per marcare quasi a uomo gli avversari.

Il 5-4-1 del Rijeka

Il Napoli. Partita approcciata con troppa superficialità, squadra poco determinata e manovra lenta condizionata dall’equivoco tattico Lobotka-Demme che si sono trovati spesso sulla stessa verticale levando ampiezza alla squadra. IL 4-2-3-1 iniziale si è presto trasformato per necessità in uno inedito 2-3-1-3-1 che ha generato confusione nella sviluppo della manovra. Sono mancate le sovrapposizioni sulle fasce, e la capacità di penetrare la difesa avversaria centralmente. Anche se in ritardo nella ripresa Gattuso ha rimediato passando al 2-4-4 con gli ingressi di Fabiàn per Lobotka e Insigne per Elmas, restituendo un minimo di specificità ai ruoli di centrale di centrocampo e di esterno di attacco. Il maggiore equilibrio in attacco e a centrocampo ha restituito sicurezza e protezione alla difesa che ha poi trovato le giuste contromisure per fermare le ripartenze avversarie.

Napoli: il 2-3-1-3-1 del primo tempo
Napoli: il 2-4-4 della ripresa