L’anno che verrà: scudetto instradato Napoli tutto sull’Europa League, la lezione che farebbe bene al calcio italiano

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A mezzanotte il calcio italiano saluta il 2018 e, come ogni fine anno, è tempo di bilanci. Per il calcio italiano, ormai allo sbando dal punto di vista dei risultati, economico, culturale, organizzativo, politico e mediatico non è stata proprio un’annata positiva. 

Il primo mondiale senza l’Italia dopo 60 anni e il fallimento di società storiche quali ad esempio Avellino, Bari e Cesena, sono ferite che gridano ancora vendetta. Per non dimenticare i problemi con il fair-play finanziario di Roma, Inter e Milan, non certo clubs qualunque. Così come non si può dimenticare la vicenda dei cori razzisti e la sceneggiata della Juventus a Madrid che hanno gettato un’ombra di vergogna su tutto il movimento calcistico italiano sottolineata anche dall’UEFA.

Non bastano certamente un nuovo Presidente della FIGC, un nuovo CT della Nazionale e l’arrivo di Ronaldo per dimenticare quanto di negativo ha funestato il 2018 della ‘pedata’ italiana.

Un’annata da dimenticare anche per l’Italia mediatica sempre più servile e sempre meno obiettiva, che ormai si preoccupa solo di osannare le gesta di una sola squadra trascurando i flop europei dei clubs italiani che non vincono una Champions League dal 2010 (l’Inter del triplete) e non vincono l’Europa League dal giurassico 1999 (Parma in Coppa UEFA).

Visto il triste andazzo arbitrale del campionato, alla squadra di Ancelotti forse converrebbe puntare soprattutto alla vittoria dell’Europa League. Una competizione dove si partecipa ad armi pari e non indirizzata a tutti i costi in favore di un club. Una vittoria degli azzurri significherebbe festeggiare una doppia ricorrenza. Non solo il ritorno al successo di una squadra italiana in Europa League dopo 20 anni, ma anche il bis del Napoli 30 anni dopo la Coppa Uefa del 1989.

Proprio dall’Europa della Champions League potrebbe invece arrivare una lezione che farebbe il bene della Serie A, aiutandola magari a tornare agli anni d’oro quando lo scudetto non viaggiava solo sull’asse Torino-Milano ma faceva tappa anche a Verona, Genova doriana, Napoli e su entrambe le rive del Tevere.

Un eventuale ennesimo fallimento della Juventus in Champions potrebbe far riaprire gli occhi all’intero movimento calcistico italiano spiegandogli che tutto sommato non vale la pena umiliare il campionato per il desiderio del singolo. Non vale la pena trasformare il VAR da valido mezzo che renderebbe giustizia al risultato sul campo, ad avallo degli errori arbitrali unidirezionali. Una lezione che magari nella prossima stagione ‘priverebbe’ i tifosi di quella sensazione odiosa che in campionato si faccia di tutto per mettere la Juventus nella condizione di affrontare la competizione europea con la massima serenità senza preoccupazioni di classifica in campionato già da febbraio.

Per rilanciare il calcio italiano la strada è una sola: ridare credibilità al risultato del campo. Auguriamoci che il 2019 sia l’anno giusto.

Buon anno a tutti!