Lettera a mister Maurizio Sarri, l’uomo della rivoluzione calcistica

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Ciao Maurizio

consentimi questo tono confidenziale, ma considerarti uno di famiglia per noi napoletani è fin troppo facile.

Dirti grazie di tutto è riduttivo e non rende giustizia alle emozioni e alla bellezza, anzi alla ‘Grande bellezza” come l’ha definita il Presidente, che ci hai regalato in questi tre anni con il nostro Napoli. Sì Maurizio il ‘nostro’ Napoli perchè sei stato bravo a fondere in un’unica anima squadra, città e tifosi.

Riccardo Cocciante in una sua canzone canta: “Quando finisce un amore Ti senti un nodo nella gola Ti senti un buco nello stomaco Ti senti vuoto nella testa E non capisci niente”. 

Già Maurizio perchè è proprio così che si sente gran parte della tifoseria napoletana che non riesce a metabolizzare il tuo addio. Per il momento neanche con l’arrivo di colui che per palamares, prestigio e passato calcistico è l’allenatore più importante che il Napoli abbia avuto sulla sua panchina.

Ma il legame forte con il tuo Napoli è andato al di là del palmares, al di là della storia, al di là del tuo passato calcistico fatto solo di gavetta sulle panchine di tutte, ma proprio tutte, le categorie.

Poi si vedrà. Magari a maggio con Ancelotti riusciremo a conquistare finalmente quel palazzo al quale con il tuo gioco hai dato una spallata forte, una di quelle che lascia un segno indelebile.

Sarebbe stato bello conquistarlo insieme a te il palazzo. Forse con un pizzico di coraggio in più avresti potuto completare la ‘rivoluzione sarriana’.

Scusaci se all’inizio ti abbiamo accolto con scetticismo e diffidenza, ma poi l’amore di Napoli è stato talmente forte che ti ha perdonato la ‘rinuncia’ a divertirci nelle coppe, l’aver ‘dimenticato’ qualche calciatore che forse meritava più spazio. Ti ha perdonato anche il tic ‘toccanaso’, i frequenti “fanhulo” e “hazzo” che colorivano le tue conferenza stampa. A proposito hai già imparato la traduzione di questi termini in inglese?

La vita continua e bisogna sempre migliorarsi. Il Napoli ha gettato le basi per migliorarsi scegliendo uno degli allenatori più vincenti e bravi della storia del calcio, uno di grande appeal internazionale.
Ma anche tu andrai a migliorare caro Maurizio, soprattutto se la tua prossima destinazione dovesse essere il quartiere di Chelsea a Londra.

Basta che pensi che in Premier League le regole sono uguali per tutti, che il tuo gioco avrà la possibilità di raccogliere i frutti che merita e avere la giusta considerazione anche a livello mediatico. Lì in Inghilterra non ci sono Tv, radio e giornali servili ai limiti della schiavitù. Soprattutto non ci saranno gli Orsato, i Banti, i Calvarese, gli Irrati, i Valeri, i Tagliavento di turno pronti a vanificare il tuo splendido lavoro. Quasi quasi inizio a provare un pizzico d’invidia.

Ci mancheranno la tua tuta, la tua inseparabile cicca, ma ci ricorderemo sempre dei tuoi record e di quell’inchino con il quale hai voluto omaggiare il pubblico del San Paolo che è stata e sarà una parte importante della tua vita.

Soprattutto caro Maurizio, come con Luis Vinicio, ci ricorderemo di quel ‘sogno nel cuore’ che ‘un giorno all’improvviso’ ci hai dato la possibilità di vivere.

Ora ti lascio. E’ arrivato il momento di voltare pagina. Come diceva Totò “Chi si ferma è perduto”.

Torno a dormire ascoltando da oggi in poi la nuova ninna nanna di Ancelotti, sperando di poter tornare a sognare. Le premesse sono buone, spero solo di dormire giusto il tempo di un anno fino al 26 maggio 2019. Soprattutto spero di non avere un brusco e inaspettato risveglio.

Grazie Maurizio, resterai sempre uno di noi!