Mihajlovic: “Sono inca**ato con la squadra, ma ora torno ad allenare e sono convinto di rimettere le cose a posto”

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A margine della conferenza stampa durante la quale ha parlato della sua malattia l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic ha parlato anche del momento della sua squadra a due giorni dalla sfida contro il Napoli al San Paolo. 

“Sapevo che la mia malattia avrebbe condizionato i risultati e la classifica della squadra. Speravo di vedere in campo questa forza e sacrificio, ma purtroppo non è sempre successo così. E questo mi dispiace. Però malgrado tutto devo dire che sono incazzato nero. 

In campo non ho visto in la stessa voglia di lottare come la ho avuta io. 

Ora sarò più presente rispetto agli ultimi quattro mesi e sono sicuro di rimettere le cose a posto. 

Da oggi dobbiamo dare il 200% altrimenti saranno cazzi amari. Non si può guardare in faccia a nessuno. Non abbiamo Cristiano Ronaldo e giocherà solo chi dimostra di voler fare le cose, magari anche sbagliando ma che le fa. 

Cosa positiva di questa malattia? Che ho unito…ad esempio a Torino prima mi sputavano ora mi applaudono, hanno apprezzato l’uomo che non ha avuto paura di mostrarsi con la sua malattia…ma io non devo vergognarmi di niente. 

Ibrahimovic? Ci siamo parlati un mese fa… ora vediamo cosa succede. Lui è interessato e verrebbe per me e per l’amicizia che ci lega. Però capisco che ci sono anche altre soluzioni. Però ora è tutto in stand-by.

Al momento posso allenare ma al momento non posso andare allo stadio. In una tra Milan e Atalanta o entrambe, penso che potrei essere presente. Non posso viaggiare in gruppo. Andrò in macchina su distanze brevi. 

Mi sono promesso di incazzarmi di meno, ma non ce la faccio è più forte di me.

Durante le partite che hanno perso le urla si sentivano per tutto l’ospedale, a volte le infermiere non entravano e sentivo che si dicevano ora meglio di no, è incazzato, ripassiamo dopo.

Ci sono state domeniche che non vedevo l’ora di vederli. Alcune volte ho visto quello che mi piaceva, ma sapevo che non potevo ottenere troppo. Senza un allenatore che gli sta sempre addosso è normale, anzi hanno fatto abbastanza. Ma visto che non mi accontento, volevo sempre di più.

Il Var è una cosa utile, ma ci sono episodi che non riesco a capire soprattutto sui falli di mano, a volte si fischiano altre no. Magari dobbiamo fare le regole un po’ meno complicate. Ci vuole un ingegnere nucleare per capire se la posizione della mano è naturale”. 

Mihajlovic e i medici del Policlinico Suor’Orsola hanno illustrato la scoperta, la cura e il decorso della “Leucemia acuda mieloide. Significa che un particolare tipo di globuli bianchi vanno incontro a un processo di arresto della loro maturazione e proliferano senza avere controllo. Questo porta il midollo a perdere le sue capacità“.

Una commovente conferenza stampa con Mihajlovic che in lacrime ha ringraziato i medici che lo hanno tenuto in cura, la moglie, la madre, i figli e il fratello.