Questione San Paolo: hanno perso tutti, adesso basta bisogna risolvere il problema in maniera seria e responsabile

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Napoli una piazza calcisticamente allo sbando. Prima l’addio di Sarri e le conseguenti divisioni su chi fosse il colpevole del divorzio. Poi il calciomercato tra le ‘scommesse’ acquistate e il triste e irrispettoso teatrino del ‘vero o falso’. Infine l’avvio in campionato, magari normale dopo un cambio di allenatore, ma certamente meno esaltante rispetto alle attese della vigilia. Intanto tifosi e opinionisti con largo anticipo si sono già vestiti da cocchieri di Bellomunno.

Da fine maggio Napoli calcistica è diventata la Patria di Guelfi e Ghibellini, Montecchi e Capuleti, Orazi e Curiazi…  Ma forse più di Fantozzi e il Duca Conte Barambani.

Per farla breve quando si parla di calcio, Napoli e i napoletani hanno perso l’equilibrio in tutto quello in cui si poteva perdere.

La questione stadio e il caro biglietti hanno poi finito per inasprire ancora di più tutte queste divisioni: chi è anti-De Laurentiis da ragione a De Magistris e alla giunta comunale; viceversa chi è contro De Magistris e la giunta comunale da ragione a De Laurentiis.

Intanto la questione stadio va avanti a colpi di provocazioni che sanno di ridicolo e che non servono a risolvere un problema serio: il rispetto per i tifosi e per i napoletani tutti.

Nessuno si illuda di uscire vincitore. Nella vicenda stadio hanno già perso tutti.
  • Ha perso chi in passato ha violentato il San Paolo. Sediolini rossi che nulla hanno a che fare con i colori della maglia. Una copertura orribile che ancora oggi in tanti si chiedono il perchè esista ancora. Il terzo anello in freddo metallo che non è servito mai a nulla se non ad arricchire le tasche di chi ha vinto l’appalto per la sua messa in opera.
  • Hanno perso le giunte comunali precedenti. Hanno permesso il progressivo decadimento di una struttura storica per la città e per tutto il calcio. Ricordiamoci sempre che al San Paolo ci ha giocato e vinto il giocatore più forte di sempre.
  • Ha perso la giunta comunale attuale. Da marzo 2016, quando è stata ufficializzata l’assegnazione delle Universiadi alla città di Napoli, ha iniziato solo a fine luglio 2018 i lavori allo stadio San Paolo. Ma non solo per questo, meglio non parlare della rete di trasporti nei post partita non è questa la sede giusta per parlare di politica.
  • Ha perso De Laurentiis. Sì, anche lui, malgrado i suoi soldi spesi per l’installazione dei tornelli e del rifacimento del San Paolo, che hanno consentito alla città e ai suoi cittadini e tifosi di godere dei gol di Cavani e Higuain, delle giocate di Lavezzi e Hamsik, delle emozioni della Champions. Di vedere sulla panchina gente del calibro internazionale di Benitez e Ancelotti. Di avere portato Napoli all’attenzione internazionale nel mondo del calcio grazie anche al gioco di Sarri.
  • Hanno perso tutti quei tifosi che anzichè schierarsi e fare le solite battute pulcinellesche, avrebbero dovuto pretendere il dialogo tra le parti e una soluzione seria e responsabile del problema.
Sulla questione stadio si è toccato il fondo, si è raggiunto il punto di non ritorno.

Se la giunta comunale ritiene giusto di non volere più De Laurentiis al San Paolo, allora si decida a negargli lo stadio una volta per tutte e si impegni a trovare qualche imprenditore pronto a fondare un nuovo club cittadino pronto a giocare al San Paolo evitando che faccia la stessa fine del Collana, del centro Paradiso a Soccavo o del Palargento.

Se invece De Laurentis avesse deciso di non voler più giocare al San Paolo, allora si decidesse a fare uno stadio nuovo tutto suo come ha promesso ormai da un decennio. Purchè il nuovo stadio sia costruito a Napoli pensando anche a dare la possibilità economica a tutti di poter assistere e godere della passione che si chiama ‘maglia del Calcio Napoli’.

Viceversa se le intenzioni di giunta comunale e De Laurentiis non dovessero essere queste, allora basta provocazioni e polemiche a distanza. E’ il momento di sotterrare l’ascia di guerra e dialogare per trovare una soluzione definitiva seria e responsabile a un problema serio: il rispetto per la passione dei tifosi napoletani (ma anche il rispetto di loro stessi).

Buon Forza Napoli a tutti!