San Paolo senza pace: dopo le polemiche sui lavori, le condizioni del prato post-concerto e la spada di Damocle dei sediolini

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E’ il tempio dove ha giocato Maradona, il calciatore più forte di sempre. E’ una leggenda del calcio mondiale. Ma per il San Paolo non è un momento proprio felice. 

Dopo il triangolo delle polemiche De Laurentiis-De Luca-De Magistris sui lavori di riammodernamento della struttura, il San Paolo è di nuovo al centro dell’attenzione.

Il prato. Diverse le versioni sulle condizioni del prato dopo il concerto in onore di Pino Daniele. C’è chi sostiene che il manto erboso abbia subìto dei danni notevoli, altri invece sono dell’idea opposta sostenendo che il prato in realtà abbia subìto dei danni limitati facilmente rimediabili.

I sediolini. L’UEFA ha già concesso una deroga al San Paolo chiedendo che entro il 20017 venissero sostituiti con quelli a norma, condizione che quelli installati nel 1990 non rispettano. C’è chi ipotizza che il massimo organismo del calcio europeo possa non concedere altre deroghe e costringere il napoli a giocare altrove (Palermo?) le gare di Champions League. L’Assessore allo Sport del Comune di Napoli Borriello, a radio Kiss Kiss ha invitato a non preoccuparsi: “Inutile farsi prendere dal panico prima del tempo, arriveranno per le Universiadi come previsto. L’UEFA ha concesso deroghe al San Paolo in situazioni ben peggiori. C’è qualcuno che vuole agitare delle acque che in questo momento sono tranquille, stiamo lavorando bene e superando anche le difficoltà con De Luca”.