Serie A in campo a Santo Stefano non è la prima volta, ma non chiamatelo ‘Boxing Day’

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Dopo 47 anni la Serie A torna a giocare una partita il 26 dicembre. Da quando nella stagione 1929-30 il massimo campionato italiano di calcio è passato alla formula a girone unico con la denominazione ‘Serie A’, la prima volta in assoluto in cui si è giocata una gara il 26 dicembre è stato nel 1946, ma era solo un anticipo della 14° giornata in programma il 29 dicembre. In quella gara la Triestina è stata sconfitta in casa dal Bari per 0-1.

Dal 1946 il campionato ha riempito i pomeriggi di Santo Stefano degli italiani altre sei volte: nel 1948, 1949, 1954, 1955, 1965 e 1971.

Il Napoli solo in quattro di queste sei occasioni (le altre due era in Serie B) ha giocato a Santo Stefano:

  • 1954: Napoli-Inter 1-2
  • 1955: Spal-Napoli 1-2
  • nel 1965: Lazio-Napoli 2-1
  • infine nel 1971: Catanzaro-Napoli 0-0.

Gli azzurri hanno giocato altre due partite il 26 dicembre, quando però non esisteva ancora la Serie A a girone unico e il Napoli giocava nel Girone A del campionato di Divisione Nazionale:

  • 1926: Alba Audace-Napoli: 5-2
  • 1927: Milan-Napoli: 2-1.

In Italia impropriamente si confonde il programma calcistico del 26 dicembre con lo storico e tradizionale ‘Boxing Day’ degli anglosassoni che ha origini sociali e non sportive e che non è solo l’occasione per vivere una giornata di calcio come invece succede in Italia.

In epoca feudale il ‘Boxing Day’ era il giorno in cui il padrone donava ai lavoratori della sua terra attrezzi agricoli, stoffe, cibo e denaro, tradizione continuata poi anche nell’era industriale. Oggi, questo giorno di festa, coincide con l’inizio dei saldi invernali.

Solo in un secondo momento il ‘Boxing Day’ è diventata un’occasione per organizzare eventi sportivi. Originariamente era il giorno dedicato alla caccia alla volpe sostituita poi dalla corsa ippica del “King George VI Chases” all’ippodromo di Kempton Park, nel Surrey. Nel Boxing Day si giocava anche la supersfida di rugby tra il Leicester Tigers e i Barbarians. 

Ovviamente non potevano mancare le partite di calcio e così, nel corso degli anni, anche le partite della Premier League (ma anche quelle dei campionati minori inglesi) sono diventate un appuntamento tradizionale per tutti gli sportivi inglesi.