Un buon Napoli per 60′ malgrado Massa, poi il crollo, ciao scudetto

0
213




La quarta sconfitta al Maradona in campionato, la seconda consecutiva, allontana il Napoli a -11 dalla capolista Inter.

Il Napoli visto contro l’Inter nella prima ora di gioco era ben messo in campo. Ha creato almeno quattro nitide palle-gol contro la miglior difesa del campionato e, prima degli errori di Massa, aveva concesso una sola occasione gol al miglior attacco del campionato.

Il Napoli nel primo tempo avrebbe meritato il vantaggio più dell’Inter. Due belle parate di Sommer su Elmas, la traversa di Politano, contro il solo tentativo di Lautaro ribattuto dalla difesa partenopea.

Poi l’arbitro Massa ha deciso di cambiare l’inerzia della gara indirizzandola verso Milano.

Gravissimo l’errore commesso nel non Fischiare il nettissimo fallo di Lautaro Martinez su Lobotka nell’azione che ha portato al vantaggio dell’Inter.

UN CHIARO ED EVIDENTE ERRORE DELL’ARBITRO COME PREVISTO DAL PROTOCOLO DI INTERVENTO DEL VAR…CHE COME PONZIO PILATO HA PREFERITO LAVARSI LE MANI…

Senza quell’errore le squadre sarebbero andate al riposo sullo 0-0 e non è un dettaglio di poco conto.

Poi nella ripresa al 58′ la mazzata finale sul morale del Napoli, già non ottimale, con il dubbio fallo di Acerbi su Osimhen. Massa per non assumersi responsabilità decide di non rivedere l’episodio al monitor. Quattro minuti dopo il gran gol di Barella porta alla resa del Napoli sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico.

Magari l’Inter, al momento la squadra più solida e meglio attrezzata del campionato, avrebbe vinto lo stesso (o forse no). Però l’arbitro ha inciso molto sul risultato finale della gara e sarebbe da disonesti non ammetterlo.

Magari se alla vigilia Mazzarri avesse fatto una conferenza stampa in stile Mourinho, forse anche Osimhen avrebbe avuto il rigore simile avuto dalla Roma con il Sassuolo.

Però gli errori arbitrali non devono assolutamente far passare in secondo piano le attuali lacune del Napoli, lasciate in eredità da Garcia e dalle scelte estive (dell’allenatore e di mercato) della società.

Eppure il Napoli dei primi 60 minuti non faceva presagire una sconfitta così netta, anzi, ha lanciato segnali incoraggianti in ottica qualificazione alla prossima Champions.

Però quello degli ultimi 30 minuti (più recupero) del secondo tempo, è un Napoli che giustifica le quattro sconfitte al Maradona (più quella in Champions con il Real), il -11 in classifica dalla capolista e i 26 gol incassati (17 in campionato) in 19 partite (14 in campionato).

Il Napoli che ha stradominato lo scorso campionato non può essere diventata una squadra di brocchi solo perché è partito Kim.

Però sono dati di fatto che:

  • Osimhen ha difficoltà ad essere pericoloso in zona gol, lo era anche prima dell’infortunio;
  • Kvara sta incidendo soprattutto per i gol che ha sbagliato a pochi passi dalla porta, forse anche perché è costretto a un superlavoro sulla fascia che potrebbe fargli perdere lucidità;
  • la fase difensiva è stata finora un disastro e non solo per gli errori di Meret;
  • che il crollo mentale dopo lo 0-2 visto con l’Inter non è quello di una squadra che ha lo scudetto sul petto;
  • che lo scudetto meritatissimo vinto lo scorso anno non ha alimentato nei calciatori le certezze come invece sembra essere successo all’Inter finalista della Champions.

Lo scudetto è andato e il ‘povero’ (per il momento) Mazzarri sta facendo il possibile per mettere il Napoli nelle condizioni di salvare una stagione ancora lunga.

Così come Mazzarri sta facendo di tutto per aiutare la squadra ad onorare uno scudetto che già a dicembre De Laurentiis, visto che si occupa di fare tutto lui in società, sta scucendo dalla maglia azzurra.

Ma guai a mollare. Ci sono ancora da conquistare una qualificazione agli ottavi di Champions, una Supercoppa Italiana, una Coppa Italia e un quarto posto in campionato.

Tutti obiettivi senza ombra di dubbio alla portata del Napoli. Bisogna solo crederci.

Buon Forza Napoli a tutti!