Ora sono tutti bravi a evidenziare le lacune del regolamento del gioco del calcio, soprattutto sui falli di mano.
Le stesse riflessioni che da anni fa la nostra redazione. Ovviamente non vuole essere motivo di vanto, non ci interessa. E’ solo per sottolineare che quando si ama il gioco del calcio, le analisi vanno fatte senza farsi condizionare dal colore della maglia che si porta nel cuore.
Cosa che invece NON fanno quegli sservatori e opinionisti famosi e con visibilità nazionale. Loro, al contrario di noi, hanno la possibilità di ‘stuzzicare’ i vertici del calcio. Loro sì potrebbero davvero aiutare questo magnifico sport ad essere più credibile.
Invece si preoccupano di creare un caso, di alimentare una polemica stucchevole, quando per casi del genere vengono danneggiate solo alcune squadre.
Il regolamento sui falli di mano è troppo ambiguo, non solo per le casistiche che riguardano la punibilità o meno del tocco mani/braccia.
Lo è soprattutto per quanto riguarda un gol segnato dopo un tocco di mano, come accaduto in Udinese-Lazio.
Per casi del genere il regolamento impone di annullare un gol se segnato nell’immediatezza dopo un tocco di mano di chi lo realizza o di chi fa l’assist. Ma il regolamento è lacunoso perché non specifica cosa si intenda per ‘immediatezza’: 1 secondo dopo o 1 minuto dopo? Nel caso specifico del gol segnato dall’Udinese alla Lazio, sono passati 10 secondi tra il tocco di mano di Davis e il suo gol.
Inoltre nel regolamento si specifica anche “dopo che il pallone ha percorso una certa distanza”, ma anche in questo caso senza specificare cosa si intenda per ‘certa distanza’: 1 metro o 10 metri?
Il regolamento del gioco del calcio così come è scritto si presta troppo a un’interpretazione soggettiva. Invece dovrebbe essere quanto più oggettiva possibile e per una questione di giustizia per chi investe tanti soldi e per una questione di quella credibilità che è linfa vitale per chi ama questo sport.
Buon calcio a tutti!






