Mourinho alla Roma: genialata di Friedkin, poi sarà il campo a valutare i risultati sportivi

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La notizia di Mourinho alla Roma ha spiazzato gli esperti di mercato e aperto al discussione sulla bontà della scelta del presidente Friedkin.

Per quanto riguarda l’aspetto sportivo è inutile parlarne ora. In mancanza di doti di veggenza bisogna solo affidarsi a quello che sarà il responso del campo.

Invece bisogna fare i complimenti ai Friedkin, perché la scelta di Mourinho è una genialata per altri aspetti ugualmente importanti per un club:

  1. ha fatto volare il titolo in borsa;
  2. aumenta l’appeal internazionale del brand Roma molto più di quanto avrebbero potuto fare altri allenatori;
  3. riporta entusiasmo in una piazza depressa dopo la stagione fallimentare della Roma;
  4. grazie al decreto crescita la Roma paga a Mourinho al lordo lo stesso ingaggio che avrebbe pagato ad altri allenatori con un palmares meno vincente e meno internazionale.

Mourinho alla Roma come Ancelotti al Napoli? Situazioni non paragonabili.

Il Napoli prese Ancelotti dopo l’entusiasmante secondo posto nell’anno dello scudetto scippato. Fare meglio del secondo posto significava vincere lo scudetto, per giunta con una squadra plasmata dalle idee di Sarri.

Mourinho invece parte dal settimo posto (che potrebbe anche diventare ottavo) con una squadra da rifondare. Oltre alla possibilità di scegliersi i calciatori a lui più graditi, Mourinho può gestire con serenità gli obiettivi della Roma visto che anche un sesto posto sarebbe un passo avanti… figuriamoci una qualificazione in Champions.

Non resta che dare il bentornato a Mourinho sperando che abbia ancora il coraggio di invocare, se ce ne fosse bisogno, l’uso delle ‘manette’ per un campionato più credibile.