Gli avversari. La Juventus è una squadra che non muore mai, perché le assenze sono il vero punto di forza dei bianconeri

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Allo stadio Diego Armando Maradona a sfidare il Napoli arriva una Juventus con i giocatori contati e in crisi di risultati.

Le nazionali e alcuni infortuni hanno tolto dalla disponibilità di Allegri ben otto calciatori dimezzando il reparto offensivo ma soprattutto il centrocampo.

Sembra paradossale ma proprio le tante assenze potrebbero diventare il punto di forza dei bianconeri.

Innanzitutto perché nella scorsa stagione il Napoli ha dimostrato di approcciare nel modo sbagliato le gare contro avversari in formazione rimaneggiata (ricordate l’AZ, il Sassuolo e la Real Sociedad al Maradona?).

Ma poi la storia del calcio insegna.

In questi casi su una squadra diminuisce la pressione che passa tutta sulla squadra avversaria. Senza contare che quando ci sono tanti assenti chi va in campo triplica le energie. Inoltre le squadre di solito giocano più chiuse e compatte per subire il meno possibile l’avversario e pronte poi a sfruttare l’occasione giusta.

L’occasione giusta, nel caso della Juventus, potrebbe nascere da un contropiede di Kulusevski o Morata, piuttosto che sui calci piazzati dove la Juventus con lo stesso Morata, McKennie e i tre centrali di difesa è davvero molto forte.

Così come non deve trarre in inganno la falsa partenza della Juventus (un pareggio a Udine e una sconfitta in casa con l’Empoli). La Juventus in passato ha dimostrato che proprio quando sembrava in crisi è riuscita con le sue forze o con quelle ‘altrui’ di portare a casa il risultato.

Anche se in formazione rimaneggiata Allegri può contare comunque su una difesa di altissimo livello (Szczesny, de Ligt, Bonucci, Chiellini) e su un attacco che non permette distrazioni alla difesa avversaria (Kulusevski-Morata). Il punto debole resta il centrocampo ed è lì che la Juventus potrebbe incontrare grandi difficoltà. Così come Bernardeschi schierato sulla sinistra potrebbe soffrire le sortite in avanti di Di Lorenzo.

Non resta che lasciare la parola al campo e valutare il suo insindacabile giudizio.