Spalletti in conferenza: “Con l’Atalanta 95′ di sportellate ribattendo colpo su colpo, questa sarà la partita”

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L’allenatore del Napoli Luciano Spalletti in conferenza stampa ha presentato la sfida di campionato in casa dell’Atalanta.

Con l’Atalanta partita di quelle che ti guardano negli occhi. Chi abbassa lo sguardo nei 95′ perde. Loro sanno mantenere il livello alto di forza, qualità, ritmo. In queste gare qui non basterà una giocata, una finta, ma 95′ di sportellate ribattendo colpo su colpo, questa sarà la partita.

Si deve continuare con Mancini, la strada è giusta, ha portato giovani anche per il futuro, ha vinto un titolo importantissimo, poi si può sbagliare una partita come successo. C’è il problema culturale nel cercare la vittoria fin dalle scuole calcio. Un buon settore giovanile non si misura dai tornei vinti, ma da quanti ne fai crescere a certi livelli.

Complimenti a Gasperini a tutto il club: hanno rinnovato lo stadio, fanno un buon spettacolo. Noi se siamo qui è perché abbiamo vinto tante gare non al completo e se ci siamo riusciti 2, 3 e 4 volte, possiamo riuscirci anche 5 e 6.

La partita in alcuni momenti diventerà da terra che trema sotto i piedi, quando giochi contro questi qui è normale, vanno sempre allo stesso modo fino alla fine. Sono contento e fiducioso dello sguardo dei miei giocatori nello spogliatoio.

Deferimenti? C’è la società che chiarirà tutto.

Sostituto di Di Lorenzo? C’è, c’è Zanoli che ha le stesse caratteristiche, non ha giocato finora perché ha davanti Di Lorenzo che è l’innovazione del ruolo. Zanoli dal secondo allenamento a Dimaro me lo immaginavo titolare in una partita contro una squadra forte come l’Atalanta. Poi c’è Malcuit che ha recuperato e siamo nelle condizioni di coprire il ruolo e di avere molte delle qualità di Di Lorenzo, anche se al suo livello ci arrivano in pochi.

Osimhen? Oggi sono contento che ci dedicate un grande spazio sulla Gazzetta. Addirittura un richiamo in prima pagina. Covid, pluvalenze, Alemao, Osimhen e lo spogliatoio contro. Parlando pure della partita avreste fatto un quadro completo. Bisogna stare attenti a fare il gioco delle 3 carte con i tifosi, che vi sgamano facilmente. Di Osimhen ne parlerà la società domani, per chiarire, la cosa è molto semplice.

Lozano? E’ arrivato stanotte, s’è allenato, è a disposizione.

Insigne? Dicono possa essere turbato dalle situazioni. Può darsi, ma nel modo di stare insieme alla squadra e con me non lo dà mai a vedere. Arriva sempre tra i primi, è disponibile e gioioso con tutti e in allenamento fa vedere delle cose che in partita non ha fatto vedere e questo un po’ mi dispiace che non riesca a ripeterle.

Mertens? Lui è diventato napoletano perché ama questa città. Domani ha il dovere di dimostrare al figlio di che pasta è fatto il suo papà come calciatore. Pochi stranieri nella storia del calcio italiano si sono integrati come lui in una città, con una tifoseria. Spero che domani mi presenti il conto di tutte le volte che non l’ho scelto. Con una rosa così alla fine penalizzi sempre qualcuno. E’ quel calciatore che può cambiare le sorti di una partita. Un professionista a tutto tondo che anche quando non gioca durante gli allenamenti incita sempre il compagno che ha fatto un errore, che incita al comportamento da avere. Un vero leader”.