Vincere a Milano ha sempre un sapore speciale, anche se in casa del Milan succede da tre campionati consecutivi.
Non era facile tornare in campo dopo la grande vittoria di Glasgow in Champions. Soprattutto perché il Napoli è rientrato dalla Scozia nella nottata tra mercoledì e giovedì e il sabato pomeriggio era già in volo verso Milano.
Il Milan invece ha giocato la sua gara di Champions in casa il mercoledì alle 18:45 e ha quindi avuto l’intera nottata per riposare senza alterare il proprio metabolismo.
Sembra poco ma non lo è.
Partita intensa, con il Napoli che ha saputo soffrire da grande squadra quando il Milan nel primo tempo lo ha costretto ad essere incudine ma bravo a spaventarla nelle ripartenze. Nella ripresa il Napoli ha metabolizzato le tossine di Glasgow e, con la maggiore tonicità atletica, ha migliorato la qualità del palleggio avendo così la meglio sul Milan.
Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma i campionati si vincono soprattutto con questi tipi di risultati. Come dice Anguissa: “Una grande partita non si gioca, si vince”.
Ovviamente quella con il Milan è stata solo la 7° tappa su 38 e, come il Giro d’Italia, il campionato assegna la maglia rosa dello scudetto solo dopo l’ultima tappa. Quindi è giusto godersi questo meraviglioso Napoli ma con i piedi ben saldi a terra e senza nessun volo pindarico.
Cosa è piaciuto.
Meret. Questo ragazzo a Milano è stato determinante alla pari di chi ha segnato. Almeno due interventi per ‘ringraziare’ chi ha sempre creduto nelle sue qualità…che almeno tra i pali non sono poche e, con la continuità mancata negli scorsi anni, sta migliorando anche in personalità nelle uscite e nelle giocate con i piedi.
Kvaratskhelia. Anche nella sua non migliore giornata è stato devastante per gli avversari: si procura il rigore del momentaneo 1-0 e fa ammonire già nel primo tempo Kjaer e Calabria costringendo Pioli alla loro sostituzione nell’intervallo, togliendo al tecnico dei rossoneri due possibili ‘preziose’ armi per cambiare la partita.
La difesa. Sempre concentrata che bada soprattutto al sodo;
Il centrocampo. In questo momento tra i migliori d’Europa per condizione atletica, fisicità, qualità nelle giocate. Lobotka è stratosferico ormai un ‘galacticos’.
L’attacco. Spalletti ha tante alternative tutte diverse tra loro e tutte in grado di segnare e cambiare la partita.
Cosa non è piaciuto.
Volendo essere pignoli è sembrata azzardata sull’1-0 per il Napoli la sfida proposta da Spalletti Zerbin-Theo Hernandez.
L’arbitraggio di Mariani.
Perfetta gestione della partita sia dal punto di vista emotivo che disciplinare, indovinate tutte le scelte e sul rigore non visto non ha colpe perché era davvero difficile vederlo a velocità di gioco. Bravo a correggersi dopo averlo rivisto al monitor…W IL VAR.
I numeri della gara.
- Tempo di gioco: 97’07” – Effettivo: 51’38”;
- Tiri: Napoli 9 – Milan: 22
- Tiri nello specchio della porta gol compresi: Napoli 4 – Milan 5;
- Falli contro fischiati: Napoli 11 – Milan 18;
- Ammonizioni: Napoli 3 – Milan 4;
- Espulsioni: Napoli 0 – Milan 0;
- Corner: Napoli 4 – Milan 9.






