Spalletti in conferenza: “Ogni partita serve a ricordare se siamo forti oppure no, ci sono titolari da 65 minuti e titolari da 35 minuti”

0
708



L’allenatore del Napoli Luciano Spalletti in conferenza stampa ha presentato la sfida di campionato in programma al Maradona contro il Torino.

Il mister si è presentato nella sala stampa del Konami Training Center di Castel Volturno con una rosa: “Sono per ricordare Mahsa Amini e Hadith Najafi (le donne uccise in Iran per non aver indossato bene il velo n.d.r.), non aggiungo altro”.

Poi inizia a parlare del momento del Napoli:

“Quando i nostri vanno in nazionale, li seguiamo giorno per giorno. Non abbiamo avuto infortuni e s’è dato seguito al lavoro, poi sulla possibilità di allenarsi insieme noi abbiamo a fuoco il nostro discorso e basta poco per richiamarlo e stamattina li ho visti tutti molto presenti con la testa. Nonostante nazionali e viaggi, siamo pronti per la partita.

Torino e Ajax crocevia della stagione? Ogni partita serve a ricordare siamo forti oppure no? E’ un discorso che va al di là della valutazione di una gara, il percorso sarà lungo e difficile e tutte le volte dobbiamo rifare le stesse cose, serve impegno costante. Io non ho mai visto assegnare scudetti a settembre, ma sempre a giugno e c’è tanta strada da fare.

Contro il Torino Raspadori o Simeone? Giocheranno entrambi. Rigiochiamo martedì per cui anche scrivere chi è titolare e l’altro no, cambia poco. Bisogna abituarsi al titolare da 65-70 minuti e a quello da 35-30 minuti, ma non è che uno è meno titolare dell’altro.

Equilibrio in testa? C’è qualcuna più dietro, ma le squadre che hanno qualche punto in meno erano date favorite da tutti e si riprenderanno, sono quelle 7 squadre che abbiamo più volte citato. Possono tutte fare un campionato d’alta classifica e c’è sempre qualcuna che poi si inserisce e disturba gli equilibri, come la Fiorentina l’anno scorso. E’ troppo presto per fare valutazioni.

Raspadori meglio con una punta vicino? Dipende dal tipo di partita che viene fuori. Sì se ti pressano forte e non riusciamo a costruire in maniera qualitativa, no se iniziamo l’azione. Jack è uno forte, ha muscolo, calcia bene, sente la porta, ha personalità, è un ragazzo che vuole migliorare e non si fermerà certo alle prime soddisfazioni, è un ambizioso come noi.

Vittoria di Milano? Ci siamo adattati bene e stiamo portando avanti il discorso ma c’è da continuare per il calcio che vogliamo giocare e la classifica che vogliamo portare avanti.

Il Torino è un brutto cliente, sappiamo il valore della squadra, del modo di lavorare di Juric che è uno che lavora ed è visibile, c’è da essere più bravi, loro interpretano bene la costruzione dal basso alla pallata del portiere direttamente al limite dell’area avendo fatto anche diversi gol così, i centrocampisti che vengono a sostegno sanno giocare in più modi, sanno difendere in più modi anche se gli piace fare battaglia e fanno uomo su uomo a tutto campo, la dice lunga sulla difficoltà della partita, ma noi vogliamo vincere quelle difficili e siamo pronti a misurarci.

Turn-over con il Torino? Ndombele sta crescendo e ci tornerà comodo per quelle caratteristiche di cui parlavamo e che ci mancano in alcune fasi, lui sportella facilmente con gli altri ed ha forza fisica da spostarsi senza far niente di particolare perché è fatto così. Tra qui e martedì qualcosa cambierà, su domani non penso di cambiare molto dalla formazione solita, stanno bene e sono tornati in maniera ottimale e con la mente pulita.

I veri campioncini sono quelli con la forza mentale di sapere le tante cose che riguardano la professione, il saper reagire nelle difficoltà, dare seguito al discorso che stanno affrontando. Si sta tanto insieme, anche al video. Forse qualcosa che non vorrei rivedere sono i gol sbagliati davanti al portiere perché alla lunga ti costa qualche punto.

Cosa serve per superare la pressione alta del Torino? Muoversi per creare spazio ed avere possibilità di ricevere in quegli spazi, serve una continuità di movimento oltre che una sintesi di qualità di gioco importante. Devi capire dove c’è lo spazio, ma quella è una nostra qualità ed ho fiducia che questo lo sappiamo fare”.