L’allenatore del Napoli Antonio Conte in conferenza stampa ha presentato la sfida di Champions in programma domani al Maradona contro gli inglesi del Chelsea.
Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.
“Bisogna essere ottimisti, ma anche preparati al peggio, il nostro compito è questo anche quando le cose non vanno per il verso giusto altrimenti sono bravi tutti. Non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto. Col Copenaghen potevamo sistemare la situazione e non siamo stati bravi. Ora c’è il Chelsea, campione del mondo per club, lo conosco benissimo, che visione ha, che investimenti fa, che ambizione ha, dovremo cercare di giocarci tutto il possibile sapendo che possiamo contare su un alleato forte che è il Maradona e non dobbiamo sottovalutarlo”.
“Spalletti ha detto ex campioni d’Italia? Se ha detto una cosa del genere non è stata una frase felice ma infelice. Noi abbiamo ancora lo Scudetto sul petto e bisogna portare rispetto. Io non mi sarei mai permesso di dire una cosa del genere verso un’altra squadra. Non può dirlo perché mancano ancora 16 partite. Abbiamo fatto tanto per cucirlo e serve rispetto, in bocca al lupo a lui”.
“Senza Neres non abbiamo creatività, ma vediamo sul mercato se troviamo qualcosa di creativo perché i due 10 servono di creatività, bravi a saltare l’uomo. Lukaku non è al 100%, gli ho dato 10 minuti ma non esprime la sua forza al massimo. Non è tornato al 100%, avendo avuto un distacco del tendine non è una cosa proprio semplice. Giovane ci può dare una mano sia da dieci che da seconda punta. Quando ci sarà il recupero di Anguissa, che sembrava imminente ma ha allungato i tempi per una problematica alla schiena, io le idee le ho ma bisogna avere i calciatori effettivi. Oggi noi siamo gli stessi della Juventus, delle gare precedenti, ci auguriamo che qualcuno esca dall’infermeria, Gilmour, lo stesso Frank, poi non ne abbiamo altre particolari, Rrahmani è di poco conto, Politano…”.
“Quanto accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno gli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano. Non posso piangere e perdere energie, devo concentrarmi su quelli che ho e cercare soluzioni. L’emergenza non è finita ma è peggiorata, abbiamo vinto una Supercoppa intanto e non dimentichiamolo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario ma passa inosservato. Se partissimo oggi, o un mese fa, con questa rosa, molti si chiederebbero “ma dove vanno?” invece lottiamo, testa alta, diamo tutto, compreso a Torino con il risultato molto bugiardo ma abbiamo preso la legnata, non siamo stati dominati per niente, non ci ha dominato nessuno quest’anno e andremo a testa alta senza paura di niente e di nessuno quando si dà il massimo”.
“Nel calcio c’è un’evoluzione assurda, se non sei al passo dei tempi resti indietro. Basti pensare alla figura del portiere, l’utilizzo, c’è un portiere bravo con i piedi ma anche una lunga gittata sotto pressione. Adesso l’obiettivo primario è dominare le partite, avere la palla e quindi quando ce l’hai tu io non aspetto l’intercetto, vengo di là a prenderla, è cambiato tanto. Sono aumentati i gol su pressione alta, rubata, la squadra più debole ovviamente non ti dà tanto campo, contro 10 giocatori devi trovare le soluzioni, servono giocatori creativi. Avere uno con gittata lunga da fallo laterale diventa importante perché è come se fosse un angolo, il calcio è evoluzione, dobbiamo essere bravi noi sul mercato a far capire ai club determinate cose. Quando costruisci le squadre devi costruire anche la struttura, se porti una squadra brava, ma tutti di 1.60 alla fine paghi”.
Con mister Conte in conferenza stampa è intervenuto anche il centrocampista del Napoli Scott McTominay.
“Domani speriamo di fare una grande partita in una grande atmosfera. Domani giochiamo contro una squadra forte, ma vogliamo passare il turno. Non vediamo di scendere in campo domani. Rosenior? Ha tante idee, ma pensiamo a cosa dobbiamo fare noi. Credo però che sarà una bella sfida, un bel confronto Infortuni? Si giocano tante partite, ma è il gioco e bisogna quindi accettarlo. Cross per i miei gol di testa? Io cerco di essere lì per segnare di testa e non solo. E’ importante arrivare lì in area di rigore, ma ora gioco più indietro con Lobotka, mi piace giocare lì ma anche in area. Più tiri da fuori area? Quando mi rivedo capisco che c’erano possibilità per tirare”.






