Napoli-Ascoli 2-1: serve ancora uno step sulla concentrazione e sui calci piazzati avversari

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Per il Napoli quinta amichevole precampionato e quinta vittoria. Ma nel calcio estivo il risultato e i marcatori non contano.

Meglio ribadire ancora una volta che queste amichevoli servono per mettere benzina nelle gambe e per migliorare gli schemi provati nei vari allenamenti.

Dal punto di vista atletico il Napoli è in linea con le aspettative soprattutto per i nazionali rientrati più tardi.

Anche dal punto di vista offensivo il Napoli sembra stia assimilando bene la filosofia di gioco di Spalletti: controllo del gioco, dominio territoriale del campo, difesa alta, attacco della profondità, giro palla veloce (che però deve migliorare e succederà di pari passo con la crescita della condizione atletica).

Diverso il discorso sulla fase difensiva. Se migliorano partita dopo partita i meccanismi sullo sviluppo della manovra avversaria la partita con l’Ascoli ha riportato alla luce la cattiva gestione della squadra sui calci piazzati avversari. Non a caso il gol dell’Ascoli, squadra che milita nel campionato di Serie B, è arrivato sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Nell’immagine successiva si vede chiaramente come cinque azzurri circondano un solo calciatore avversario mentre in due sono costretti a coprire ben quattro giocatori dell’Ascoli. Spalletti dovrà spiegare alla squadra se è un errore di posizionamento o linea difensiva salita male?

Il tutto al netto della poca reattività di Meret (magari è anche normale visto che da pochi giorni è tornato ad allenarsi) e ai centimetri mancanti a Mario Rui.

Infine anche con l’Ascoli, così come con i polacchi del Wisla Cracovia, la squadra ha evidenziato qualche errore di superficialità e improvvisi vuoti di concentrazione nella gestione della palla mettendo gli avversari nella condizione di poter ripartire.