Ormai i tifosi devono rassegnarsi: salvo ‘miracoli sportivi’ la Coppa d’Africa partirà il prossimo 9 gennaio per concludersi il 6 febbraio.
Sia ben chiaro massimo rispetto e considerazione per la Coppa d’Africa che merita lo stesso spazio e la stessa attenzione degli Europei e della Copa America. Giusto, anzi giustissimo farla giocare ma non in contemporanea con le competizioni riservate ai club.
Ma la Coppa d’Africa si è sempre giocata a gennaio-febbraio…Vero ma prima i calciatori africani nei club europei si contavano sulle dita di una mano. Oggi ce ne sono tantissimi in ogni campionato. La Serie A da sola perde 23 calciatori per un mese. Poi c’è da considerare in che condizioni psico-fisiche torneranno ai loro club i vari calciatori dopo il notevole stress che compartano le competizioni continentali.
Così si falsano tante (troppe) giornate di un qualunque campionato, condizionandone anche l’esito finale. Ad esempio Milan e Napoli sono costretti a rinunciare ad alcuni loro calciatori importanti mentre Inter, Juventus e Atalanta non hanno nessuno loro calciatore a rappresentarli nella prossima Coppa d’Africa.
Il tutto al netto del pericolo covid…che il destino sia benevolo con questi ragazzi.
Lo svolgimento della Coppa d’Africa 2022 non può certo considerarsi una vittoria del calcio africano, oggi forse meno simpatico rispetto a qualche mese fa.
E’ più facile pensare che a vincere, anzi a trionfare, siano gli interessi economici che trovano terreno fertile con questa tipologia di competizioni.
E’ più facile pensare che a vincere, anzi a trionfare, siano gli interessi politici legati ai voti, spesso decisivi, di alcune federazioni che servono per cambiare la cadenza di alcune competizioni (ad esempio il mondiale ogni 2 anni) o allargare il format di altre (ad esempio il mondiale per club a 24 squadre).
Dalle plusvalenze dei club alle richieste di ingaggi sempre più ingiustificati dei calciatori e dei loro furbi agenti. Dal VAR a intermittenza alle sviste ‘tricolori’ di Orsato. Dalla bolla di sapone dell’esame di Suarez ai calendari sempre più ingolfati che aumentano la quantità del prodotto mortificandone la qualità. Ora anche il dover rinunciare a vedere per un mese i propri beniamini con la maglia della squadra del cuore dopo lo ‘scippo’ della Coppa d’Africa.
Questo calcio moderno fa di tutto per non farsi più seguire, per non farsi più amare.
E quando non c’è amore…W la FI…FA!






