Commento e statistiche di Napoli-Liverpool 4-1: gli azzurri salvano l’onore dell’Italia in Europa, lo ‘strarecord’ di Simeone

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Al Maradona di Napoli gli azzurri battono 4-1 il Liverpool nell’esordio in Champions League.

Perdono Inter e Juventus rispettivamente con le big d’Europa Bayern Monaco e PSG. Il Milan invece pareggia con il Salisburgo, di certo un avversario di media portata.

Salvare l’onore dell’Italia nella prima giornata di Champions è toccato quindi al Napoli che ha strapazzato il Liverpool, una delle regine d’Europa.

Una vittoria che va al di là del risultato perché frutto di una prestazione di livello eccellente in tutte le sue componenti: tecniche, tattiche, fisiche, emotive, ma anche di personalità e concentrazione.

Come dice giustamente Spalletti “Nessuna lezione e nessuna presunzione”. E’ solo il primo di sei passi in un girone di certo non facile.

Soprattutto piedi per terra e umiltà perché già sabato (ore 15:00) c’è da ‘strapazzare’ anche lo Spezia, che al Maradona è diventata una vera e propria bestia nera.

Cosa è piaciuto.

La prestazione della squadra. Almeno fino al 57′ quando i necessari cambi hanno invertito l’inerzia della partita in favore del Liverpool fino a quel momento annichilito e soffocato dal gioco e le contromisure del Napoli.

La concentrazione. Tutti i calciatori in campo, anche i subentrati, non si sono fatti incantare dalla sirena ammaliatrice della trama di una partita difficile da immaginare anche nei sogni.

Il ritrovato Meret. Concentrato, finalmente sicuro e coraggioso nelle uscite, più che affidabile tra i pali.

Il centrocampo. La coppia Anguissa-Lobotka è tra le migliori in Europa. Se Zielinski, finalmente, dovesse dare continuità alla prestazione di ieri…

Il ritorno del 12° uomo. L’urlo ‘The Champions’ e quel ‘Devi vincere’ sono i testimoni delle rinnovate nozze pubblico-squadra. Auguri e figli maschi (lo scudetto) o femmine (le coppe), purché nascano tra fine maggio e inizio giugno.

Le lacrime di Simeone. Simeone entra e impiega tre minuti per segnare il gol del momentaneo 3-0 e piange. E’ sempre bello vedere quando qualcuno nel calcio del business si emoziona per un gol. Bravo Cholito.

Cosa non è piaciuto.

Il cambio del rigorista. L’esecuzione di Zielinski dagli undici metri è stata perfetta e allora perché non confermarlo anche sul secondo rigore visto che si era appena 1-0? Ma è una bazzecola considerando che alla fine non ha inciso sul risultato finale.

L’infortunio di Osimhen. Sceso in cambio in condizioni non perfette Osimhen ha dovuto lasciare il campo per un problema muscolare al 41′ del primo tempo. Spalletti teme di perderlo per qualche settimana, l’amico giornalista di Osimhen dice che è uscito solo a scopo precauzionale. Al di là della qualità del calciatore, considerando che si gioca ogni tre giorni, recuperare il nigeriano il più presto possibile è fondamentale anche da un punto di vista numerico, anche se Raspadori e Simeone sono pronti.

Lo ‘strarecord’ di Simeone. Se la memoria non inganna, Simeone è forse l’unico calciatore che (ad oggi) ha segnato al primo pallone toccato in assoluto nella prima partita in assoluto giocata in una coppa europea. Chi può smentisca.

L’arbitro Del Cerro Grande.

Arbitraggio che ha rasentato la perfezione. Perfetta la gestione dei cartellini e dei falli anche se sui due rigori è stato aiutato dal VAR. Ma anche l’umiltà di correggere i propri errori fa la differenza tra un arbitro bravo e uno presuntuoso.

I numeri della gara.

  • Tempo di gioco: 98’25” – Effettivo: 63’10”;
  • Tiri: Napoli 18 – Liverpool: 15
  • Tiri nello specchio della porta gol compresi: Napoli 8 – Liverpool 7;
  • Falli contro fischiati: Napoli 11 – Liverpool 13;
  • Ammonizioni: Napoli 1 – Liverpool 2;
  • Espulsioni: 0
  • Corner: Napoli 3 – Liverpool 12.