Ottava vittoria consecutiva tra campionato e coppa per il Napoli di Spalletti. Vinto a Cremona in Serie A dove neanche Re Diego era riuscito a vincere.
Per il Napoli alla vigilia, quella con la Cremonese, si annunciava come una gara difficile e a Cremona così è stato.
Ma il Napoli di quest’anno non solo ha una rosa profonda che permette a Spalletti di trovare sempre la soluzione giusta per cambiare le sorti della gara, ma è una squadra che ha imparato a soffrire e ad avere la necessaria pazienza di aspettare il momento giusto per portare a casa quelle che si definiscono partite ‘sporche’ proprio come con la Cremonese.
Il Napoli di questo inizio stagione, un po’ come quello dell’anno scorso, è una squadra bella da vedere, affidabile e competitiva, tonica e libera mentalmente.
Ma rispetto allo scorso campionato sembra una squadra con meccanismi più rodati e imprevedibili, con i calciatori pronti a sacrificarsi e ad aiutarsi l’uno con l’altro.
Per andare ben oltre il terzo posto dello scorso campionato quando nel finale ha mollato la presa tricolore targata Milano, resta solo da vedere se saprà reggere le pressioni crescenti che deve sopportare chi si avvicina a un obiettivo che manca da oltre trent’anni.
Cinque vittorie consecutive in campionato (Lazio, Milan e Cremonese n trasferta – Spezia e Torino in casa), che si aggiungono alle tre vittorie consecutive in Champions (con Liverpool in casa – Rangers e Ajax in trasferta).
Con Olivera al primo gol in maglia azzurra e il primo gol stagionale di Lozano salgono a 14 i calciatori del Napoli andati in gol in questa stagione. con una media di 2,92 gol a partita.
Nove gol segnati da chi è subentrato a gara in corso.
Primo da solo in campionato a +2 sull’Atalanta seconda e primo nel girone di Champions a punteggio pieno.
Numeri che testimoniano un inizio di stagione del Napoli che in pochi ad agosto hanno previsto.
Con l’Ajax al Maradona il Napoli è atteso dal primo match-point qualificazione: basta un pari per essere matematicamente agli ottavi di Champions addirittura con due turni di anticipo.
Cosa è piaciuto.
Lo ‘garra’ di chi entra dalla panchina. Ha ragione Spalletti quando dice che in questo Napoli non si può parlare di turn-over ma di titolari che giocano al posto di altri titolari. Lo dimostra la voglia, la fame, il sacrificio di chi entra a partita in corso.
L’altruismo di Kvaratskhelia. Solo davanti al portiere rinuncia alla gloria personale per permettere a Lozano di segnare un gol a porta vuota. Un segnale di crescita importante, speriamo decisivo, della crescita della squadra e dell’attaccante georgiano.
Cosa non è piaciuto.
L’infortunio di Rrahmani. Il difensore kosovaro è stato un vero e proprio baluardo difensivo grazie anche all’intesa perfetta con Kim. Anche se Ostigard è sembrato pronto per prendere il suo posto, per le tante partite che aspettano il Napoli, la speranza che il problema muscolare di Rrahmani sia di poco conto.
L’arbitraggio di Abisso.
L’arbitro palermitano ha dimostrato di non essere all’altezza di dirigere una gara con una capolista in campo. Vede giusto sul rigore fischiato al Napoli (l’unica decisione davvero indovinata) ma sbaglia diverse valutazioni e, soprattutto, non ha usato come doveva i cartellini per limitare il gioco troppo maschio (a volte sporco) dei difensori grigiorossi.
I numeri della gara.
- Tempo di gioco: 97’57” – Effettivo: 52’42”;
- Tiri: Napoli 21 – Cremonese 10;
- Tiri nello specchio della porta gol compresi: Napoli 10 – Cremonese 1;
- Falli contro fischiati: Napoli 6 – Cremonese 18;
- Ammonizioni: Napoli 0 – Cremonese 2;
- Espulsioni: Napoli 0 – Cremonese 0;
- Corner: Napoli 2 – Ajax 5.






